I cacciatori “adottano” i cervi dell’oasi

24 Gennaio 2019

Accordo a Lecce nei Marsi con il Parco d’Abruzzo: l’associazione Maddalena sfamerà gli animali 

LECCE NEI MARSI. I cacciatori “adottano” gli animali del Parco. D’ora in avanti sarà l’associazione cacciatori “Nunzio Maddalena” a dare da mangiare ai cervi ospiti dell’area faunistica loro riservata. La decisione è stata presa dal Comune di Lecce nei Marsi, retto da Gianluca De Angelis, nel cui territorio l’area si trova, d’intesa con il presidente del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, Antonio Carrara. Ma il compito dei 18 cacciatori che fanno parte dell’associazione non si limita solo a prendersi cura dei cervi dell’area faunistica, che, essendo recintata, non fa correre a questi animali protetti di finire nel mirino dei bracconieri.
Il presidente dell’associazione, Angelo Monaco, infatti, ha annunciato che verranno trasportati in montagna foraggio e mele, per impedire a cervi, orsi e lupi presenti nel Parco, di spingersi, soprattutto d’inverno, fino ai centri abitati in cerca di cibo. E talvolta qualcuno di essi ci rimette la pelle. L’impegno che l’associazione “Nunzio Maddalena” si è assunto è la dimostrazione che i veri cacciatori amano la natura e il loro interesse principale è tutelare e proteggere la natura e gli animali. «Purtroppo», lamenta il presidente dell’associazione, «siamo malvisti: l’attività venatoria è percepita dall’opinione pubblica come un rischio tanto per le specie in via di estinzione, quanto per le persone. Bisogna però distinguere tra quelli che praticano la caccia nel rigoroso rispetto della legge e quelli che invece cacciano di frodo. Costoro non hanno niente a che vedere con i cacciatori. Purtroppo quando un lupo o un cervo viene trovato ucciso, si dà la colpa ai cacciatori, indistintamente».
Come si fa a contrastare il fenomeno del bracconaggio? «Sono convinto che né i controlli né l’inasprimento delle pene bastino a debellare questa piaga», sottolinea Monaco, «serve un’azione di sensibilizzazione e di persuasione da parte dei cacciatori verso i bracconieri, facendo loro capire che sbagliano, che la natura e gli animali in via di estinzione vanno assolutamente tutelati, per la nostra stessa salvezza». Che i cacciatori di Lecce nei Marsi abbiano a cuore davvero orsi, cervi e lupi lo dimostra anche il rapporto di collaborazione instaurato in questi anni con le guardie del Parco nazionale, segnalando loro animali feriti o macchine sospette. (n.m.)
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