I cacciatori: noi esclusi dall’attività venatoria

CAGNANO AMITERNO. «L’attività venatoria ha preso il via in tutto l’Abruzzo il primo ottobre, tranne nel comune di Cagnano Amiterno. E ciò a causa del fatto che il territorio la scorsa primavera è...
CAGNANO AMITERNO. «L’attività venatoria ha preso il via in tutto l’Abruzzo il primo ottobre, tranne nel comune di Cagnano Amiterno. E ciò a causa del fatto che il territorio la scorsa primavera è stato inserito nella cosiddetta “Zona rossa per la peste suina” dopo il ritrovamento di una carcassa di cinghiale infetto nel comune di Borgo Velino a 15 chilometri in linea d’aria». A parlare sono i cacciatori di Cagnano Amiterno, secondo i quali «il commissario ad acta nominato dal ministero della Sanità ha stilato un perimetro che ha ricompreso (unico comune in Abruzzo) anche Cagnano Amiterno. Dopo svariati sopralluoghi e censimenti, svolti con il supporto fondamentale di noi cacciatori, non è stato rilevato alcun caso simile e all’inizio di settembre il territorio è stato declassato a “Zona di confine” dell’area potenzialmente infetta. Redigendo il calendario venatorio la Regione Abruzzo ha recepito il primo decreto e ha quindi vietato la caccia a norma di legge. Ora, quindi, dai primi di settembre, serviva intervenire in senso contrario recependo le eventuali limitazioni del commissario per poter consentire l’esercizio venatorio anche a Cagnano. Ma stiamo ancora aspettando, nel totale disinteresse anche dell’amministrazione comunale. L’assessore alla Caccia avrebbe pronta la delibera, ma manca il parere del commissario». Da qui un richiamo all’assessore regionale Emanuele Imprudente che «non ha provveduto per tempo. Ad Antrodoco e negli altri comuni laziali classificati come zona di confine vanno a caccia dal 18 settembre. Qui, invece», dicono ancora i cacciatori, «si viene trattati come cittadini di serie B dall’insipienza della burocrazia e della politica regionale, pur avendo collaborato fattivamente con i funzionari del Servizio veterinario della Asl, coi carabinieri forestali, con la polizia provinciale. Bel risultato, senza dimenticare inoltre le negative ricadute turistiche per un territorio molto bello, altamente vocato per la caccia che attira appassionati da tutta Italia».
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