I cantieri alla prova ripartenza: in tanti aspettano i test agli operai

4 Maggio 2020

Cicchetti (presidente dell’Ance): «Prima i tamponi e gli esami sierologici alle nostre maestranze» La Confederazione artigianato apre la sede per gli accertamenti sui lavoratori: serve la prenotazione

L’AQUILA. I cantieri della ricostruzione post-terremoto, questa mattina, non riapriranno. Almeno quelli sotto il cartello dell’Ance. Lo ha detto a chiare note il presidente dell’Associazione costruttori della provincia dell’Aquila, Adolfo Cicchetti, che ieri, abbandonando il suo proverbiale aplomb, si è lasciato andare a un lungo sfogo su Facebook. Motivo del contendere, i tamponi per tutti gli operai edili, disposti nell’ordinanza a firma del sindaco Pierluigi Biondi, da effettuare “entro 14 giorni dalla ripresa dei lavori nei cantieri”. Una decisione che ha diviso il panorama della politica e le associazioni di categoria, spingendo il consiglio comunale a chiedere l’intervento del presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio. Alla base dell’istanza l’invocata necessità di misure più stringenti prima di riavviare la complessa macchina della ricostruzione. Cicchetti si dice «sotto attacco, sfogatoio di frustrazioni e ripicche». Intanto, la Cna dell’Aquila annuncia l’attivazione di uno sportello per i tamponi in convenzione con l’Asl dell’Aquila e l’Istituto Zooprofilattico di Teramo.
CANTIERI CHIUSI. Le ditte aquilane non rischieranno. Prima i tamponi, poi il ritorno degli operai all’interno dei cantieri. «Oggi, in città, i cantieri non ripartiranno, a differenza del resto d’Italia», dice Cicchetti, «e non ripartiranno decine e decine di famiglie che vivono con i lavori della ricostruzione e che, tra poco, non avranno più garanzie e ammortizzatori sociali». Ma Cicchetti va oltre e sposta il tiro sulla sua figura di presidente dell’Ance «oggetto di attacchi, analisi strampalate e ripicche da parte di colleghi non afferenti al nostro sistema provinciale. Sottoporremo preventivamente le nostre maestranze a tampone ed esame sierologico. Detto questo, risultano inaccettabili ragionamenti secondo i quali i cantieri siano fonte di contagio in misura maggiore rispetto ad altri settori che spostano lavoratori da fuori».
TAMPONI ALLA CNA. Partiranno in settimana, nella sede della Cna, in via Pescara, i tamponi e test sierologici per i lavoratori della ricostruzione, agli addetti alla filiera dell’indotto e le aziende artigiani e commerciali. Ad annunciarlo è il direttore, Agostino Del Re. «L’attivazione del servizio», spiega, «è stata possibile grazie a una convenzione, che verrà siglata nei prossimi giorni, con l’Asl e l’Istituto zooprofilattico di Teramo. La partenza imminente dei cantieri della ricostruzione impone un monitoraggio significativo delle maestranze, soprattutto di quelle che arrivano da fuori Regione, e di tutti gli operatori, comprese le maestranze che lavorano in subappalto», dice. I tamponi possono essere effettuati prenotando al numero 0862/61750. «I costi che le imprese dovranno affrontare per la sicurezza», afferma Del Re, «richiederanno uno sforzo economico importante. Segnaliamo il bando di Invitalia, che consente la copertura del 100% delle spese ammissibili, ma sollecitiamo anche altri interventi, a livello locale: somme da erogare a fondo perduto, e non in quota parte di rimborso delle spese, come avvenuto per alcuni bandi territoriali, e ascoltando le associazioni di categoria, anche per evitare un inutile dispendio di risorse su iniziative superate da altri interventi nazionali, di caratura economica e gestionale ben più efficace».
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