«I cibi della lotta alla mafia sulla mensa di LFoundry»

13 Maggio 2016

La proposta di don Ciotti, numero uno di Libera, durante l’incontro nell’azienda E a teatro una lezione su etica e legalità agli studenti del Liceo Scientifico

AVEZZANO. «Alla mensa della LFoundry i prodotti bio coltivati da Libera nei campi sequestrati alla mafia».

La proposta è stata fatta da don Luigi Ciotti davanti ai dipendenti dell’azienda ed è stata subito accettata dal manager Sergio Galbiati. Quest’ultimo ha assicurato un impegno, da parte dell’azienda marsicana, per l’associazione che ogni anno lotta per la legalità.Il numero uno di Libera, ormai di casa in città e nella Marsica grazie all’impegno di don Aldo Antonelli e di tanti altri volontari, è stato accolto ieri mattina da un Teatro dei Marsi affollato da studenti. Molti ragazzi del Liceo Scientifico di Avezzano per un giorno si sono trasferiti nella platea e nella galleria della struttura di via Cavalieri di Vittorio Veneto per ascoltare le parole di don Ciotti. Ad accoglierlo il sindaco Gianni Di Pangrazio, il dirigente scolastico Marina Novelli, e la docente di religione e moderatrice, Barbara D’Angelo. Il sacerdote ha spiegato ai ragazzi che la lotta alla legalità inizia proprio dai banchi di scuola. Mentre si è fianco a fianco con i coetanei si capisce l’importanza del rispetto delle regole nella vita. La formazione, come ribadito anche dalla preside Novelli, è fondamentale per i ragazzi che iniziano a muovere i primi passi nel mondo degli adulti molto spesso pieno di insidie. Gli studenti hanno ascoltato attentamente le parole di don Ciotti.

Subito dopo il sacerdote anti-mafia si è spostato alla LFoundry. Nella sala convegni dell’azienda, ad attenderlo, c’erano una delegazione di lavoratori, il direttore dello stabilimento, Riccardo Martorelli, e il numero uno, Galbiati. Le tematiche sulle quali don Ciotti si è confrontato con i dipendenti sono state etica nell’impresa, giovani e lavoro. Il sacerdote ha spiegato ai presenti come Libera agisce nel mondo del lavoro e come cerca sempre di favorire l’inserimento dei giovani nelle aziende strappate alla mafia. Dal canto suo Galbiati ha presentato l’operato dello stabilimento che da 30 anni dà lavoro a centinaia di persone cercando sempre di seguire delle linee guida all’insegna dell’etica. Il manager, inoltre, ha spiegato a don Ciotti che l’azienda oggi dà lavoro a 1.700 persone (tra dipendenti e indotto) ed è una realtà che continua ad andare avanti nonostante la crisi. (e.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA