I cinquanta precari della Rsa di Montereale chiedono l’assunzione

11 Agosto 2020

Gli operatori, oggi impiegati nell’ex Onpi, denunciano pubblicamente la mancata applicazione della legge Madia

MONTEREALE. Chiedono di essere stabilizzati, attraverso l’internalizzazione nel pubblico impiego, i 50 lavoratori precari della Rsa di Montereale, attualmente impiegati nell’ex Onpi.
Si tratta di operatori socio sanitari, infermieri, fisioterapisti e terapisti occupazionali, che sono in servizio dal 2006, e che lavorano tramite appalto pubblico per la Asl, ma senza veder riconosciuti i requisiti previsti nella legge Madia.
«Denunciamo pubblicamente», scrivono in una lettera aperta gli operatori sanitari della Rsa di Montereale, «la nostra situazione lavorativa. Dal 2006 prestiamo servizio nella Rsa di Montereale della Asl dell’Aquila, in affidamento a cooperativa tramite appalto pubblico, garantendo con grande professionalità l'assistenza a tutti i pazienti».
«Non ci siamo mai risparmiati, nell’affrontare le tante difficoltà di questi anni», sottolineano i 50 dipendenti precari della struttura, «come gli eventi sismici, con l’evacuazione dei nostri nonnini fragili: siamo rimasti accanto a loro in ogni momento, proteggendoli e rassicurandoli con un abbraccio ed un sorriso».
Senza dimenticare – dicono i lavoratori che chiedono la stabilizzazione – l'ultima emergenza Covid 19, «gestita da noi con eccellenza. Nessun contagio nella struttura», sottolineano i lavoratori, «né tra gli ospiti, né tra i sanitari».
Il terremoto del 2017 ha reso inagibile la Rsa di Montereale e, in attesa della ristrutturazione dell’immobile, i 50 operatori sono stati trasferiti nei locali dell' ex Onpi dell’Aquila.
«Da tempo chiediamo un riconoscimento per tutto ciò che abbiamo svolto. Un riconoscimento vero: l’internalizzazione nel pubblico impiego. Ad oggi», aggiungono gli operatori della Rsa, «a noi lavoratori di cooperativa ci vengono riconosciuti solo i punteggi per gli anni di servizio prestati. Ma non è sufficiente, sono solo briciole. Meritiamo di più. Vorremmo ci venissero riconosciuti gli stessi diritti dei colleghi già internalizzati, in quanto come loro garantiamo la stessa assistenza, cioè i Lea, i Livelli essenziali di assistenza. Siamo in attesa che la Regione Abruzzo ci convochi, come promesso, per un tavolo tecnico. Ma non c’è ancora una data fissata. Anche noi siamo precari della sanità pubblica», concludono i lavoratori della Rsa di Montereale, «però esclusi dalla legge Madia, speranzosi che la nostra Regione possa trovare una meritata soluzione per tutti noi».
La legge Madia punta all'obiettivo dichiarato di ridurre il precariato nella Pubblica amministrazione. E la Asl ne fa parte a pieno titolo
Secondo le stime del governo, il «piano straordinario di stabilizzazione» avrebbe dovuto interessare, nel triennio 2018-2020, circa 50 mila precari contribuendo a ridurre, nel breve periodo, i rischi di una nuova condanna in sede europea a fronte di un eccessivo ricorso a forme di lavoro flessibile.
A tal fine il legislatore delegato ha tracciato due percorsi principali: stabilizzazione di dipendenti in possesso di almeno tre anni di anzianità di servizio, anche non continuativi negli ultimi otto, e procedure concorsuali riservate, in misura non superiore al cinquanta per cento dei posti disponibili, ai precari della Pa. E i lavoratori della Rsa di Montereale rientrano a pieno titolo in questi requisiti.
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