I cittadini: il Comune rimuova i tralicci

Bocciato l’ultimo ricorso, i residenti del quartiere Scalzagallo vincono la battaglia contro l’elettrodotto targato Rfi
AVEZZANO. Il tribunale di Avezzano mette la parola fine al lungo e complesso iter processuale relativo all’elettrodotto che Rfi (Rete ferroviaria italiana) intendeva realizzare lungo la linea Avezzano-Sulmona.
Il giudice monocratico Giampiero Lattanzio ha ritenuto inammissibile l’ultimo ricorso, presentato da una società collegata a Rfi, contro la sentenza emessa, sempre dal tribunale di Avezzano, il 18 giugno 2010. Allora, il collegio giudicante (Giovanni Garofolo presidente, Marco Cirillo ed Emanuele De Gregorio), aveva ordinato a Rfi, in applicazione al «principio di precauzione», l’interruzione dei lavori e l’interramento dell’elettrodotto, in quanto «lesivo del diritto alla salute». Quella sentenza dunque rimane valida e, secondo i legali dei cittadini che da quasi dieci anni si battono contro l’elettrodotto, diventa definitiva.
«A questo punto», commenta l’avvocato Renato Simone che, insieme al figlio Herbert, assiste il comitato degli abitanti che si oppongono alla realizzazione dell’impianto, il Comune di Avezzano non ha più alibi: ordini subito a Rfi o a chi opera per essa di interrare i cavi. Qualora l’elettrodotto fosse indispensabile, lo si realizzi pure, ma lontano dal centro abitato, liberando così i residenti della zona Nord di Avezzano dalla spada di Damocle che anni pende sulla loro testa».
Il Comune, in realtà, il problema dell’interramento dei cavi se l’era posto già con la giunta Floris, stipulando un accordo con Rfi. Prevedeva che le spese fossero a totale carico dei cittadini. Si può immaginare la reazione degli abitanti, già esasperati da una vicenda che aveva fatto avere ad alcuni di loro dei guai anche giudiziari. Avrebbe potuto farsene carico il Comune. Ma l’esecutivo, retto da Gianni Di Pangrazio, disse chiaramente che l’Ente non aveva soldi per l’intervento.
Da allora il contenzioso è andato avanti tra ricorsi e contro-ricorsi. E con il Tar che, l’8 maggio 2013, ha bocciato il progetto perché non aveva avuto l’approvazione della Provincia e condannato Rfi a pagare le spese. C’è da sperare che dopo la sentenza del giudice Lattanzio sulla vicenda cada finalmente il sipario.
Una vicenda che, oltre a creare apprensione tra le famiglie, che sarebbero state maggiormente esposte all’emissione di onde elettromagnetiche, ha portato anche a un duro scontro tra gli stessi residenti. Una parte della popolazione (quella che vive in zona Stazione o nel rione Pulcina) era favorevole allo spostamento, perché toglieva da sopra le loro teste i vecchi tralicci. L’altra parte, a Scalzagallo innanzitutto, non voleva il nuovo elettrodotto.
Al sindaco Gabriele De Angelis ora spetta il compito di trovare con le Ferrovie un accordo improntato al buon senso. Avendo però sempre come bussola la tutela degli interessi e della salute dei cittadini.
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