I comitati: terreni svenduti a Snam

6 Dicembre 2014

Per gli ambientalisti sono 6.500 le particelle catastali interessate

SULMONA. Sono più di 6mila e 500 le particelle catastali di terreni su cui potrebbero correre i tubi del metanodotto Snam Sulmona -Foligno che taglia per 103 chilometri l’Abruzzo interno, passando per una ventina di comuni. In particolare, i numeri divisi per Comune sono: L’Aquila 1.885; Montereale 553; Cagnano 402; Barete 148; Pizzoli 523; San Demetrio 476; Poggio Picenze 307; Barisciano 335; San Pio delle Camere 83; Navelli 596; Prata d’Ansidonia 766; Caporciano 195; Collepietro 278. A questi vanno aggiunti altre migliaia di particelle nell’area di Sulmona e Popoli, in Umbria e nelle Marche.

I comitati cittadini per l’ambiente di Sulmona, che da anni seguono il progetto del gasdotto, con il Forum abruzzese dei movimenti per l’acqua e Zona22, che stanno monitorando l’esperienza degli espropri dell’elettrodotto Terna nelle aree collinari del Chietino e del Pescarese, gridano alla svendita dei terreni. «Gli abruzzesi ormai sono trattati non come cittadini ma come meri servitori degli interessi di grandi potentati economici» dicono i movimenti ambientalisti «infatti il mercato del gas sta subendo un vero e proprio crollo da anni in Italia e le infrastrutture esistenti consentono di soddisfare largamente le esigenze nazionali. Nel frattempo è unanime, anche a causa dei drammatici cambiamenti climatici, la richiesta di uscire dall’economia fossile e puntare sulle rinnovabili». Da qui l’appello alle istituzioni. «È necessario che convochino i cittadini in assemblee pubbliche per informarli su come opporsi a questa occupazione del territorio» dicono «per l’elettrodotto Terna molti proprietari si sono accorti degli espropri e delle conseguenze solo al momento dell’avvio delle occupazioni sul campo e nonostante ciò in molti casi stanno resistendo».

Federica Pantano

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