I commercianti: avanti così e chiudiamo

12 Aprile 2019

Si solleva il grido d’allarme dei negozianti del centro storico: la clientela è dimezzata, così perderemo il periodo di Pasqua

L’AQUILA. La vicenda del palazzo a rischio al civico 135 di corso Vittorio Emanuele, sta tenendo in apprensione i commercianti del centro. Il timore è che la soluzione trovata dal Comune per arginare il problema – la realizzazione di un tunnel per permettere almeno il transito pedonale, in attesa che venga messo in sicurezza l’aggregato – possa scoraggiare il passeggio di cittadini e turisti e avere effetti negativi, in un quadro generale già molto difficile, sulle attività che affacciano sulla parte alta di corso Vittorio, in vista della settimana di Pasqua.
«Siamo molto preoccupati», afferma Dario De Michele, titolare di un bar situato all’incrocio con via Verdi, «da dicembre i clienti si sono praticamente dimezzati e questa storia rischia di danneggiarci ancora di più. Il problema è che non crediamo più alle tempistiche di intervento che ci vengono date». La mancanza di fiducia, specie nei confronti degli enti e delle istituzioni locali, è un sentimento diffuso tra gli esercenti. «Ci avevano detto che i lavori sarebbero iniziati lunedì, ma in realtà gli operai sono venuti solo oggi (ieri, ndc) e hanno fatto solo qualche buco per terra», dice Federica Romano, proprietaria di un negozio di abbigliamento proprio al piano terra del palazzo che sorge di fronte a quello a rischio statico. La sua attività e quella contigua (un negozio di riparazione di smartphone e computer) rischiano di essere quelle più penalizzate dall’intervento di messa in sicurezza. «L’assessore Fabrizio Taranta è stato molto disponibile e ci ha garantito che i lavori saranno conclusi in un paio di giorni, ma ci credo poco. Il tunnel ci oscurerà completamente, la gente che passerà qui non ci vedrà. Avremo molti disagi, già la situazione non è rosea. Tutto questo, poi, accade proprio sotto Pasqua, a ridosso del ponte del 25 aprile, mentre andiamo verso l’estate. Quest’inverno non si è vista un’anima, ormai lavoriamo quasi solo con i turisti e con chi viene da fuori, perché gli aquilani si sono abituati in altro modo. Io ho inaugurato il negozio a giugno dell’anno scorso, ma se continuiamo così chissà se riuscirò ad arrivare a festeggiare un anno di apertura».
Stefano D’Eramo, invece, possiede un negozio di dischi nell’ultimo tratto del corso, vicino ai Quattro Cantoni: «Il problema non è solo la strettoia, ma l’indisciplina del traffico. Da quando ho aperto, due anni fa, il traffico è ingovernabile, la gente imbocca il corso anche contromano. Il palazzo pericolante va assolutamente messo in sicurezza, ma andrebbe regolamentato anche il traffico veicolare».
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