I commercianti: la movida non c’entra con bulli e gang

Stratta (Fipe): «Siamo favorevoli al piano approvato in consiglio comunale» Sull’alcol ai ragazzini: «Non sono clienti dei locali. Dove acquistano le bottiglie?»
L’AQUILA. «Non c’è alcuna correlazione tra i casi di cronaca e la movida. Questo è emerso anche nel tavolo in prefettura con i vertici delle forze dell’ordine e del Comune». Parola di Daniele Stratta, referente della Fipe Confcommercio che rappresenta gran parte dei locali dell’Aquila. Il riferimento è alla riunione di martedì convocata dal prefetto Cinzia Torraco sul tema della movida e del disagio giovanile, a cui hanno preso parte anche i rappresentanti delle associazioni di categoria dei commercianti e degli artigiani. «L’incontro è terminato con un impegno, quello di proporre progetti e iniziative su temi come la lotta all’abuso di alcol e all’uso degli stupefacenti. Ne riparleremo alla prossima riunione in prefettura», continua Stratta.
Che poi entra nello specifico: «Le cosiddette baby gang sono composte da giovanissimi, spesso minorenni. E i ragazzini li vedi in alcuni angoli della città, spesso con bottiglie di alcolici, tra il tardo pomeriggio e la prima serata. Voglio sottolinearlo: non comprano alcolici nei nostri locali, bisogna cercare altrove chi vende loro le bottiglie. È anche una questione di logica: i ragazzini non rappresentano in alcun modo un affare per i locali».
Il vertice in prefettura è arrivato a pochi giorni dall’adunanza aperta del consiglio comunale dell’Aquila, in cui la maggioranza ha approvato un proprio piano in otto punti sulla movida e sul disagio giovanile, bocciando una proposta dell’opposizione. «In realtà non cambia molto. Nel piano si chiede infatti di far rispettare quanto già previsto dalle norme e dai regolamenti comunali», spiega ancora Stratta, che giudica «favorevolmente il piano approvato dal consiglio».
Nel dettaglio: «Tra le novità c’è la premialità per i locali che mettono in campo progetti per il decoro. Noi siamo disponibili, ma servono norme e convenzioni, tipo “le adozioni” di spazi pubblici. Altrimenti noi non possiamo per Legge intervenire fuori dai nostri locali, nemmeno per pulire». Poi sul punto del piano che prevede semplificazioni per installare i dehors: «È molto interessante, l’iter attualmente è lunghissimo. Al momento non c’è niente di scritto, anzi sollecitiamo a mettere in campo le semplificazioni burocratiche». Quindi la conclusione del rappresentante dei gestori dei locali aquilani: «Voglio sottolineare anche che percepiamo una grossa presenza delle forze dell’ordine. Le loro auto passano costantemente, soprattutto nelle serate della movida». (l.t.)
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