I commercianti: «Per il 70% di noi sarà il tracollo»

AVEZZANO. Provate a immaginare il centro di Avezzano senza il tribunale e la Procura. Una possibile chiusura che potrebbe coincidere con il trasferimento delle scuole Corradini-Fermi-Mazzini nel...
AVEZZANO. Provate a immaginare il centro di Avezzano senza il tribunale e la Procura. Una possibile chiusura che potrebbe coincidere con il trasferimento delle scuole Corradini-Fermi-Mazzini nel nuovo complesso di via Puglie. I commercianti temono il tracollo economico.
«Uno dei maggiori introiti economici in centro è legato al tribunale», commenta Mauro Orfanelli del bar Conca d’Oro, «un autentico rubinetto economico che ha fatto crescere il centro. Se venisse a mancare il tribunale sicuramente ci dovremmo riorganizzare». Un brusco crollo della clientela, quindi, e anche una difficoltà in più ad andare avanti. «Stiamo parlando di una cosa che per ora non è avvenuta e non sappiamo se e quando avverrà», precisa Francesco Nanni del bar Olimpia, «sinceramente non riesco proprio a pensare a delle possibili alternative che possano sostituire l’attuale clientela».
Il tribunale genera una clientela che è rappresentata non solo dai dipendenti e dagli avvocati, ma anche dalle persone coinvolte nelle cause, che spesso arrivano in città dal resto della Marsica e sono costrette ad aspettare il loro turno tra un caffè e un pasto caldo.
«Difficilmente riusciremo ad andare avanti perché le attività che girano attorno al tribunale sono una quindicina e senza quella clientela non ce la faremo», sottolinea Amerigo Aloisi del bar Noa, locale che si trova proprio di fronte al palazzo di giustizia, «chiudendo il tribunale, automaticamente si creerà un danno enorme e il 70% delle attività saranno costretto ad abbassare le saracinesche. In un centro senza uffici e senza scuole non potranno continuare a esistere tutte queste attività. Sicuramente parte dei dipendenti verrà licenziata subito, anche perché tolta questa fetta di lavoro mattutino che ti dà l’ossigeno il resto della giornata è molto dura andare avanti».
Uno scenario di desolazione, quindi, per gli esercizi commerciali, che difficilmente senza tribunale riusciranno a far fronte alle tasse, alle spese dell’affitto e dei dipendenti con un calo drastico dei clienti.
«Anche il nostro ristorante risentirebbe dell’eventuale chiusura del tribunale della città perché molte sono le persone legate alla sua attività che ci frequentano, soprattutto a pranzo», afferma Alessandro Franceschini, di Umami restaurant, «credo infatti che, come nel nostro caso, l’indotto legato al tribunale rappresenti per molte attività commerciali un qualcosa di particolarmente significativo. Al di là però dell'aspetto prettamente economico della questione, la chiusura del tribunale andrebbe scongiurata, anche perché altrimenti verrebbe meno, sul nostro territorio, un presidio importante di legalità e dunque di controllo».
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