I commercianti: «Poste e uffici in centro oppure si chiude»

La nuova richiesta è stata inoltrata al sindaco e all’assessore al Commercio Piccinini Il fotografo-artista Grillo: «Non basta, occorre far in modo che la gente sia indotta a venire»
L’AQUILA. Ultimatum dei commercianti del centro storico al sindaco Pierluigi Biondi. «Vogliamo almeno uno sportello comunale e la sede centrale delle Poste o chiudiamo i battenti». È l’ennesimo appello dei responsabili di una trentina di attività produttive rientrate in centro, contenuto in un documento inviato al primo cittadino al termine di un incontro.
«Durante la riunione», si legge nel documento, «è emersa l’urgente necessità di ricollocare gli uffici amministrativi in centro per far sì che esso torni a essere pienamente attivo, non solo dal punto di vista commerciale. Pertanto, al termine della riunione, sono emerse due proposte da sottoporre all’amministrazione comunale: il ripristino di almeno uno sportello comunale e l’apertura di un ufficio postale, quest’ultimo indispensabile non solo per le attività produttive del centro storico, ma anche per tutti i cittadini che sono tornati a vivere in città».
«Pertanto», è scritto nel documento, «si ritiene opportuno chiedere un nuovo incontro con l’amministrazione comunale, il sindaco Pierluigi Biondi e l’assessore alle attività produttive Alessandro Piccinini al fine di presentare le proposte e far sentire la propria voce per far sì che il centro storico possa tornare a essere pienamente operativo».
«Ma questo non basta», commenta il fotografo-artista Roberto Grillo. «Occorre che il Comune sistemi in centro un ufficio, come per esempio l’Anagrafe, «dove la gente debba comunque affluire. In tal modo si invita la gente a tornare in centro. Altrimenti, se la popolazione non è “obbligata” a venirci, difficilmente la zona si potrà rianimare».
«Il fatto che non ci siano parcheggi», dice ancora Grillo, «non è una buona ragione per escludere la presenza di un certo tipo di uffici. Basterebbe crearne qualcuno o riattivare il megaparcheggio di Collemaggio».
«Faccio notare», conclude Grillo, «che quando in centro storico ci sono manifestazioni culturali di richiamo, la gente qui viene, e anche tanta, anche se molti parcheggi non ci sono. Ma questo dimostra che la popolazione, se motivata, comunque trova modo di arrivare». Molti commercianti, inoltre, confidano nel buon esito del bando “Fare centro”. «Non solo uffici di enti», commenta Natalia Nurzia, titolare dell’omonimo bar. «Il centro rinasce se qui tornano le banche, anche se l’ideale sarebbe una scuola. Non dimentichiamo che qui, prima del sisma, c’erano anche uffici dell’Enel e della Gran Sasso Acqua». «E poi sarebbe il caso», prosegue, «di incentivare il turismo come stanno facendo per Norcia. Debbo dire che quando all’Aquila arriva una gita turistica il lavoro non manca affatto. È chiaro che far tornare solo un paio di uffici sarebbe un buon segnale. Ma da solo, di certo, non basta».
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