I commercianti: «Sarà il tracollo»
Alcune attività già trasferite, l’indotto ammonta a 8 milioni di euro
SULMONA. Tra i più preoccupati per la chiusura del tribunale ci sono i commercianti di piazza Capograssi e dintorni. A testimonianza del fatto che attorno al palazzo di giustizia ruota un sistema economico su cui si reggono bar, negozi, cartolerie, punti ristoro e mercato immobiliare. Come conferma Pietro Leonarduzzi, vice presidente provinciale di Confesercenti e titolare di un’agenzia immobiliare a pochi passi da palazzo Capograssi. «La chiusura del tribunale rappresenterebbe la morte di questo territorio», spiega, «se si calcola che già da un po’ diversi avvocati non affittano o comprano più appartamenti ad uso studio perché stanno trasferendo l’attività all’Aquila o Pescara, si capisce la portata del fenomeno e quanto possa incidere sulla vita di ognuno». Quello che, infatti, erroneamente si è portati a credere è che la battaglia in tutela del tribunale riguardi solo gli addetti ai lavori. «La chiusura del tribunale sarebbe un fatto gravissimo», aggiunge Domenico Spinosa del Conad Capograssi, «speriamo che si riesca ad evitarla». Particolarmente collegati al tribunale sono i negozi di cartolerie, cancelleria, servizio web e fotocopie. «Stanno spogliando questo territorio dei servizi essenziali», interviene Concetta Metta (cartoleria Cubo), «bisogna unirsi e lottare per difendere i presìdi della nostra zona». Dello stesso avviso, Pierdomenico Ritrovato di Nylon abbigliamento su viale Papa Giovanni XXIII. «La chiusura sarebbe una cosa nefasta». Ma c'è anche chi ha ridimensionato il suo punto vendita alle spalle del tribunale per investire in un’altra zona della città, in vista proprio della chiusura annunciata, come lo storico Tollis che vende articoli da ufficio. E tra le stime sull’indotto del tribunale ce ne sono alcune che parlano di più di 8 milioni di euro. (f.p.)
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