I Comuni si associano per la gestione dei servizi

LECCE NEI MARSI. Per i Comuni dell’Abruzzo montano il 2021 potrebbe essere l’anno della rinascita. Finora molti di loro, pur disponendo di notevoli risorse ambientali e culturali, non sono stati...
LECCE NEI MARSI. Per i Comuni dell’Abruzzo montano il 2021 potrebbe essere l’anno della rinascita. Finora molti di loro, pur disponendo di notevoli risorse ambientali e culturali, non sono stati messi in condizioni di garantire servizi essenziali, come l’istruzione, la salute, il trasporto e la comunicazione digitale. Da qui lo spopolamento, l’invecchiamento demografico, la diminuzione dell’occupazione e dell’utilizzo del territorio, il degrado del patrimonio artistico e paesaggistico. Per arginare questa situazione, la Regione – nell’ambito della strategia nazionale per le aree interne (Snai), che si prefigge la promozione dello sviluppo sociale ed economico e l’incremento dei servizi essenziali di cittadinanza nelle aree interne di tutto il Paese – aveva individuato, nell'aprile 2015, quattro aree: Basso Sangro-Trigno; Val Fino-Vestina; Gran Sasso-Subequana e Valle del Giovenco-Valle Roveto-Vallelonga. Nel 2017 a queste era andata ad aggiungersi una quinta: Alto Aterno-Gran Sasso Laga, L’area interna “Valle del Giovenco-Valle Roveto-Vallelonga” è costituita da 12 comuni (Balsorano, Bisegna, Civita D’Antino, Gioia dei Marsi, Lecce nei Marsi, Morino,Ortona dei Marsi, Ortucchio, Pescina, San Benedetto dei Marsi, San Vincenzo Valle Roveto e Villavallelonga. Comune capofila è Lecce nei Marsi e il sindaco, Gianluca De Angelis, è il referente dell’area. L’iter procedurale previsto si è quasi concluso. I consigli comunali dei 12 Comuni hanno già approvato la “strategia dell’area interna” e lo schema di convenzione per l’esercizio in forma associata dei servizi previsti dalla stessa strategia: centrale unica di committenza, protezione civile e sportello unico per le attività produttive. In base all’accordo tra Italia e Unione europea, i Comuni che partecipano alla “strategia nazionale aree interne”dovranno provare di essere in grado di guardare oltre i propri confini, attraverso la gestione associata dei servizi. È dunque questo il prerequisito essenziale per aderire alla “strategia” e usufruire dei benefici che ne derivano. La Regione, già nel 2019, per l’area Giovenco-Roveto-Vallelonga, ha individuato risorse per 3.760.000 euro, e nella legge di stabilità per il 2020, altri due milioni. Dunque le risorse sono disponibili. Sta ora ai Comuni passare alla fase operativa.
«Gli ambiti di intervento», spiega De Angelis, «saranno l'istruzione, la sanità, la mobilità e lo sviluppo del territorio, attraverso la promozione del turismo e la valorizzazione delle risorse locali». Il progetto, se attuato, oltre a bloccare lo spopolamento che rischia di trasformare piccoli agglomerati urbani in paesi “fantasma”, consentirà alle popolazioni della Valle del Giovenco, della Vallelonga e della Valle Roveto, che il prosciugamento del lago aveva separato, di tornare uniti e programmare insieme il proprio futuro. (n.m.)
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