I consigli di Ettorre «Nascondila nei calzini»
L’AQUILA. Anche questa indagine si basa, tra le altre cose, sulle intercettazioni che hanno in parte confermato le tesi dei carabinieri. Qualcuna di queste conversazioni suscita ilarità. A un certo...
L’AQUILA. Anche questa indagine si basa, tra le altre cose, sulle intercettazioni che hanno in parte confermato le tesi dei carabinieri.
Qualcuna di queste conversazioni suscita ilarità. A un certo punto si sente Alessandro Ettorre, il quale, parlando di smercio a un interlocutore non indagato, fornisce un consiglio: «La devi mettere alle palle o ai calzini...tanto questo... io ho un macello di cose qua, frate’».
È sempre Ettorre a parlare: «Almeno stemo a Gignano... tanto la gente la faccio venì a casa... senti ecco tengo le pallette entro la mano».
C’è poi un particolare nascondiglio nel quale sono state poste alcune dosi. «Sta nella lampada sopra al bagno», dice uno degli indagati, «ci sono quattro luci...svita le viti e trovi la roba».
Vi è poi una conversazione nella quale un giovane, non indagato, avverte Calvisi. «Lo sai che mi hanno fermato?», dice. «Stai attento... stai attento... stavano là intorno alla villa comunale».
Gli investigatori hanno appurato che la droga era comunque tagliata con un medicinale, «Oki», noto antinfiammatorio. E nel corso di un’altra telefonata un indagato definisce la sostanza stupefacente come di qualità «spaventosa». Sempre nel corso delle indagini i carabinieri hanno riscontrato che la gran parte della droga arrivava dalla Marsica, visto che erano numerosi i viaggi fatti in quella zona. E nella Marsica lo stupefacente giungeva da Roma.
Le numerose perquisizioni sono state effettuate anche con l’ausilio dei cani antidroga arrivati da Chieti.
(g.g.)
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