I costruttori: no alle fasce orarie per l’ingresso dei camion in centro

21 Giugno 2019

L’Ance incontra il Comune: impossibile regolamentare l’arrivo dei mezzi pesanti nei cantieri  L’assessore Mannetti insiste: «Vanno conciliate le esigenze di residenti, commercianti e imprese»

L’AQUILA. I costruttori dicono no all’individuazione di fasce orarie per l'ingresso dei mezzi pesanti in centro storico. Impossibile limitare il transito, nel momento clou della ricostruzione post-sisma. È l’indicazione emersa dalla riunione che si è tenuta, ieri, nella sede Ance, a cui hanno preso parte il presidente dell’associazione costruttori, Adolfo Cicchetti, i vicepresidenti e past-president, l’assessore alla mobilità Carla Mannetti e il responsabile tecnico per l’ordinamento della ricostruzione, Silvio Rotilio.
Su spunto dei commercianti e dei residenti del centro, Mannetti aveva paventato l’ipotesi di introdurre fasce orarie – al mattino presto e nel primo pomeriggio – limitando, così, l’ingresso di camion e mezzi pesanti.
«Sono fermamente contrario a una regolamentazione degli ingressi dei mezzi in cantiere perché inconciliabile con l’imprevedibilità e con i ritmi del lavoro materiale», ha dichiarato il presidente Cicchetti, «tuttavia diamo, come categoria, la massima disponibilità a trovare un punto di incontro ragionevole per coordinare la fine delle attività di ricostruzione con l’inizio della rinascita del centro. Quella edilizia resta un’attività di natura fortemente invasiva, difficilmente attenuabile. Le imprese sono abituate ad autoregolamentarsi per quanto possibile. Basti pensare al protocollo sottoscritto con la Asl per la riduzione dell’emissione di polveri, al coordinamento delle gru, alla convivenza con i locali notturni».
«Non ultime, le chiusure imposte per i numerosi eventi che si svolgono in centro», ha rimarcato Cicchetti, «giornate in cui le maestranze, pur non potendo operare, vengono comunque pagate dalle imprese». I costruttori hanno messo in fila, una dietro l’altra, una serie di criticità: la mancanza di spazi di deposito o di manovra, i vicoli ingombri di auto che impediscono il flusso dei mezzi pesanti, la necessità di chiudere strade per il rifornimento di materiali.
Senza contare che un prolungamento dei tempi di cantiere incide sul pagamento di occupazione del suolo pubblico per i ponteggi, già molto oneroso. Dal canto suo, l’assessore Mannetti, che ha convocato un tavolo tecnico per il prossimo 25 giugno, per definire un piano di coordinamento complessivo, ha ribadito che «vanno conciliate le esigenze di tutti. È già pronta una cartografia che sintetizza l’attuale situazione del centro con i cantieri in attività, quelli in apertura e in chiusura, i negozi attivi, i parcheggi esistenti e la mobilità del traffico».
L’obiettivo, per la Mannetti. «è produrre uno strumento adattabile alla flessibilità delle attività edili, alle nuove aperture di cantieri e negozi, in grado di programmare prontamente viabilità alternative su piccole zone, che vengano incontro alle esigenze di residenti, commercianti e imprese», ha spiegato Mannetti, «paghiamo oggi, con il reinsediamento in centro che incrocia la coda della ricostruzione, la mancanza di una valutazione precauzionale».
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