I Cunicoli di Claudio saranno studiati dal Cnr

3 Ottobre 2018

Siglata la convenzione del Centro ricerche con il Consorzio di Bonifica I tecnici avvieranno un’analisi del collettore sotterraneo di epoca romana

AVEZZANO. Consorzio di Bonifica e Consiglio nazionale delle ricerche si alleano per la verifica a tutto campo sullo stato di salute dei Cunicoli di Claudio, la struttura di epoca romana che diede il “la” alla bonifica del lago Fucino, cambiando la storia del popolo marso. Opera, che, in perfetto stile italico, attende interventi di manutenzione straordinaria da almeno mezzo secolo. Ora quella lacuna, che in caso di crollo di una galleria, darebbe il via alla rinascita dell’ex lago, dovrebbe essere sanata.
Almeno nelle intenzioni dei due Enti che hanno sottoscritto la convenzione, per consentire agli specialisti di due istituti del Cnr (Metodologie chimiche e Geologia ambientale e geoingegneri) di avviare un’analisi a 360° nel collettore sotterraneo, i pozzi, gli accessi e le discenderie. L’ok del Consorzio presieduto da Gino Di Berardino alla proposta del Cnr apre la strada alla ricerca di fondi regionali, nazionali ed europei, per effettuare il check-up totale dei Cunicoli di Claudio che, oltre a creare una banca dati scientifica, consentirà all’ente di battere cassa alla Regione per mettere in cantiere gli interventi di manutenzione straordinaria di quell’infrastruttura sempre più gettonata sul versante del turismo nonostante le criticità.
«La collaborazione col Cnr», afferma il direttore del Consorzio, l’ingegner Mauro Contestabile, «rappresenta un passaggio importante per avere un quadro generale su basi scientifiche sull’infrastruttura e gli elementi base per elaborare una proposta per la manutenzione straordinaria da sottoporre alla Regione». Consorzio e Cnr, quindi, puntano allo studio sotterraneo dei Cunicoli, mentre nella parte esterna, alla quarta edizione di Agrimensor, evento ideato dall’associazione culturale Convivium in collaborazione con Ethnobrain Marsica e Discover Marsica, sono riapparsi gli strumenti impiegati nella fase di progettazione dell’Emissario romano: la Groma, l’Archipendolo, la Livella e il Corobate. L’uso delle macchine utilizzate dagli agrimensores, i geometri dell’epoca romana, è stato illustrato dal professor Lothar Weis, socio onorario di Convivium, docente di Arte e scienze delle costruzioni, ma soprattutto studioso e appassionato del prosciugamento del lago e delle tecniche agrimensorie e costruttive impiegate dagli antichi romani per realizzare la grandiosa opera idraulica. «È stato un onore accogliere nella nostra città il professor Weis», dichiarano gli assessori alla Cultura e all’Ambiente, Pierluigi Di Stefano e Crescenzo Presutti, «che, oltre a parlare del Fucino in tutta Europa, ci ha offerto consigli utili per la completa fruibilità del parco archeologico dei Cunicoli e dell’Incile».
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