I dipendenti: «Incertezze sulla LFoundry»

Mesi di timori, silenzio dai cinesi e contratti di solidarietà: oggi l’atteso vertice romano con il governo
AVEZZANO. C’è preoccupazione tra i dipendenti di LFoundry per l’esito dell’incontro al ministero per lo Sviluppo economico. Tensione per quello che diventerà il sito avezzanese passato nelle mani della start up cinese Wuxi e timore per l’assetto produttivo che verrà a crearsi. Nelle ultime settimane le parti sociali hanno messo nero su bianco le esigenze di un’azienda strategica per il territorio che deve essere rilanciata anche grazie a una riorganizzazione interna attesa ormai da tempo.
«L’incontro al ministero sarà determinante, ma tutto quello che verrà annunciato si dovrà discutere coi lavoratori ad Avezzano», ha precisato Diego Di Francesco, «ci preoccupa il cambio delle condizioni lavorative, che sicuramente peggioreranno, come del resto le condizioni salariali che sono destinate a scendere. Bisognerà gestire questi due importanti punti e il termine dell’ammortizzatore sociale che è strategico».
Secondo Michele Paliani, segretario nazionale di Uilm-Uil è fondamentale conoscere «lo stato effettivo dei nuovi progetti di ricerca e sviluppo. Chiediamo alla Regione Abruzzo se sono stati previsti finanziamenti per la riqualificazione del personale, al fine di non disperdere e tutelare queste importanti professionalità di uno dei più importanti stabilimenti abruzzesi. Bisogna poi rivedere la turnazione che come Uilm riteniamo ormai insostenibile così come articolata, in quanto crea non poche difficoltà alle lavoratrici e lavoratori. Durante questi anni nello stabilimento già si sono state sperimentate turnazioni molto più flessibili che rendono meno pesanti le notti consecutive per i lavoratori interessati».
Finora la start-up cinese non ha mai rivelato che cosa vorrà fare del sito avezzanese, dove vengono prodotte memorie volatili, in che modo intende diversificare la produzione e soprattutto quali sono i clienti nuovi da servire. Per ora infatti non è stato spiegato in alcun modo cosa ne sarà dei 1.500 dipendenti attualmente in contratto di solidarietà e la strada che verrà seguita per lo sviluppo tecnologico.
«Abbiamo il timore che non venga presentato un vero business-plan perché a oggi non c’è traccia del futuro industriale di questa importante realtà», ha sottolineato Donato Buccini, «è chiaro che ci aspettiamo un piano che chiarisca in modo concreto lo sviluppo del sito, un piano in grado di assicurare il mantenimento tecnologico e quello occupazionale. Ci si è sbracciati per mesi in opere di edilizia, come piste ciclabili e rotatorie in città, ma non si è tenuto conto che un polmone economico, come lo è la nostra fabbrica, ha da 18 mesi i dipendenti con gli stipendi ridotti».
Oggi alle 10 le parti si presenteranno in via Molise a Roma dove sono state convocate insieme all’azienda. Saranno presenti anche le rappresentanze del Comune di Avezzano e della Regione Abruzzo.
«Ci sono diversi punti non più derogabili», ha spiegato il segretario di Fim-Cisl, Antonello Tangredi, «tra questi la questione finanziaria, ovvero capire chi sono gli imprenditori della Wuxi in primo luogo e quanto saranno disposti a mettere sul piatto per comperarsi tutto il pacchetto. Poi bisogna capire qual è il business sul quale orientarsi tecnologicamente e quanti milioni di dollari i cinesi sono pronti a investire. E, non ultimo, come intendono riorganizzare la fabbrica, ovvero l’organizzazione del lavoro». (e.b.)
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