I dipendenti prosciolti contrattaccano

24 Gennaio 2018

In sei sono usciti dall’inchiesta contabile e penale. L’ingegnere Cianfaglione: «Sapevo che la verità sarebbe emersa»

SULMONA. Un’inchiesta che rischia di perdere qualche pezzo, tante le contraddizioni e incongruenze che la caratterizzerebbero. Lo pensano e lo sostengono i dipendenti comunali coinvolti, che dopo la conclusione delle indagini da parte della procura della Corte dei Conti, che ha portato alla citazione in giudizio di 18 persone e a richieste risarcitorie per quasi 300 mila euro, vanno al contrattacco, puntando il dito sugli investigatori.
È il caso della dirigente del secondo settore, Filomena Sorrentino, che non figura nell’inchiesta penale, ma è stata rinviata a giudizio dai giudici contabili con una richiesta risarcitoria di quasi 40 mila euro e che tramite il suo legale esprime disappunto e amarezza. «Premesso il doveroso e formale rispetto per le valutazioni e richieste formulate dalla procura contabile di L’Aquila, quelle notificate ieri alla dottoressa Filomena Sorrentino hanno destato stupore e grande amarezza», afferma l’avvocato Luca Tirabassi, che insieme alla Sorrentino difende anche il funzionario comunale del settore cultura Alessandro Ginnetti, anche lui tra i 18 rinviati a giudizio per danno erariale. «In parte anche per la tempistica, visto che appena 3 giorni prima ci era stata notificata l’ordinanza di concessione di una proroga dell’indagine sino all’8 aprile richiesta dalla medesima Procura, per prospettate esigenze di approfondimento istruttorio. Tanto più considerando che, al contrario, la procura penale di Sulmona, analizzando gli stessi identici atti della Guardia di finanza, ha condivisibilmente ritenuto a tal punto insussistenti, sul piano fattuale e giuridico, i presunti episodi di “assenteismo” ingiustamente addebitati a costei, da non iscriverla neppure nel cosiddetto registro degli indagati. Sicché, non è dato comprendere come mai la magistratura contabile indulga, invece, nel muoverle un simile addebito in punto di fatto, nonostante, come dimostrato, la dirigente in questione si sia sempre distinta per impegno e risultati, a volte trattenendosi in servizio sino a tarda sera e anche in giorni festivi, non attuando alcun mezzo “fraudolento” per attestare falsamente la sua presenza al lavoro». Insomma, la Sorrentino per i giudici contabili sarebbe un’assenteista, mentre per la procura del tribunale di Sulmona no. «Altrettanto infondata si appalesa l’analoga accusa di assenteismo che, nonostante i puntuali chiarimenti offerti nelle deduzioni difensive, è stata formalizzata nei riguardi dei dipendenti che lavorano, di regola, nella sede comunale distaccata della ex caserma Pace – come il funzionario Alessandro Ginnetti», prosegue l’avvocato Tirabassi, «che sono stati considerati “assenteisti” solo perché non segnalavano i loro quotidiani spostamenti (non essendo loro imposto, né richiesto), per esclusive esigenze di servizio, presso la sede centrale di Palazzo San Francesco, benché si trovassero regolarmente al lavoro. Confidiamo, comunque, che le ragioni difensive, sostanzialmente ignorate dalla procura contabile, siano recepite dalla Corte dei Conti, dinanzi alla quale far emergere che i miei assistiti non hanno arrecato alcun danno patrimoniale all’ente comunale, bensì lo hanno servito con impegno dedizione e profitto costanti e che gravi danni all’immagine li hanno, purtroppo, solo ingiustamente patiti».
Esultano invece i 6 dipendenti comunali per i quali la procura generale della Corte dei Conti ha chiesto l’archiviazione parziale, anche se alcuni di loro restano coinvolti, al contrario della Sorrentino, nell’inchiesta penale. «Sono stato sempre tranquillo e sicuro che alla fine la verità sarebbe emersa e che sarei stato scagionato da ogni accusa», afferma l’ingegnere Quirino Cianfaglione, difeso dall'avvocato Alessandro Margiotta e fuori definitivamente sia dall’inchiesta della magistratura contabile che da quella penale. «Il mio lavoro di tecnico dell'Ufficio sisma mi porta spesso a stare fuori dal Comune per sopralluoghi nei cantieri».
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