I familiari e il Comune faranno ricorso in Appello

L’AQUILA. Mentre la causa bis sul crollo di via Campo di Fossa entra nella fase cruciale, alcuni degli stessi avvocati interessati preparano il ricorso in Appello contro la sentenza choc della...
L’AQUILA. Mentre la causa bis sul crollo di via Campo di Fossa entra nella fase cruciale, alcuni degli stessi avvocati interessati preparano il ricorso in Appello contro la sentenza choc della giudice Monica Croci. Al momento la certezza è che i ricorsi saranno almeno due. Il primo, annunciato immediatamente dopo il verdetto, è quello dei familiari delle tre vittime a cui la giudice ha assegnato il 30% del concorso di colpa per la loro stessa morte. Rappresentati dall’avvocato Luciano Angelone, avranno dalla loro alcuni assi nella manica per ribaltare la sentenza: dalle perizie, secondo cui il progetto della palazzina era «carente» e con «scorretta posa in opera dei materiali», mentre il Genio civile è stato «negligente» nei controlli, fino al pronunciamento della Cassazione che ha confermato la condanna all’allora vice capo della Protezione civile Bernardo De Bernardinis per le rassicurazioni alla popolazione prima del sisma.
Il secondo ricorso è quello del Comune dell’Aquila, difeso dall’avvocato e dirigente Domenico De Nardis, che lamenta un «evidente errore» nella sentenza choc: il municipio è stato condannato a pagare 13mila euro di spese legali per aver chiamato in causa gli eredi del progettista dell’edificio crollato. (l.t.)

