I familiari: «Soccorritori-angeli andate avanti nelle ricerche»

10 Febbraio 2021

La nevicata da quota 1.300 metri ferma le squadre e rischia di cancellare i segnali che delimitano l’area Si cerca di aprire un collegamento via terra. A Forme continua la grande gara di solidarietà

MASSA D’ALBE . «Andate avanti nelle ricerche». È l’appello ai soccorritori lanciato dai familiari dei dispersi che nel corso di diciotto lunghi e difficili giorni non hanno mai smesso di ringraziare gli «angeli» per aver profuso ogni sforzo nel tentativo di riportare a casa i loro cari.
Un impegno morale, oltre che istituzionale, per i nuovi eroi della Marsica che continuano a presidiare il campo base di Forme, anche sotto la pioggia battente, in cerca di strade da aprire e soluzioni da mettere in campo per espugnare la fortezza di ghiaccio e neve.
«NON VI FERMATE». Tonino Durante, 56 anni, Gian Mauro Frabotta (31), Gianmarco Degni (26) e Valeria Mella (25) mancano da casa dal 24 gennaio. Doveva essere una domenica come tante: i quattro amici con la passione per l’alpinismo si erano dati appuntamento di buon mattino al rifugio Casale da Monte per raggiungere la Sella del Bicchero attraverso Valle Majelama. Anche la domenica prima erano andati in escursione sul Monte Velino insieme a un gruppetto di marsicani appassionati di montagna. Ma questa volta qualcosa è andato storto e i quattro avezzanesi non hanno più fatto ritorno dai loro cari. Con ogni probabilità sono stati travolti da un’enorme valanga che si è staccata proprio dal Bicchero. Per due settimane i soccorritori li hanno cercati senza sosta, scavando con le pale nella neve indurita alta fino a 12 metri.
Nemmeno i cani da valanga e tutte le tecnologie innovative e sperimentali (sonar, georadar e telerilevamento aereo) impiegate sono riuscite a dare risposte certe. Come se non fosse già abbastanza, a complicare le cose ci si è messo pure il maltempo. Dai locali della Pro loco di Forme i parenti dei dispersi tornano a chiedere ancora una volta che le ricerche non vengano interrotte e si continui a cercare appena le condizioni meteo lo consentiranno. Si prova anche ad aprire una strada per tentare di portare i mezzi meccanici via terra, in modo da penetrare fino in fondo lo strato di neve e ghiaccio di Valle Majelama.
SI STUDIA LA NEVE. Ieri, dentro le tende del campo base, sotto una pioggia battente, gli esperti del Soccorso alpino e speleologico si sono concentrati sullo studio della carte topografiche di Valle Majelama per analizzare attentamente il mano nevoso e tornare in quota con nuovi dati non appena le condizioni climatiche miglioreranno. Secondo le previsioni l’ondata di maltempo potrebbe durare tutta la settimana. Ieri le squadre del Soccorso alpino, della polizia, dell’Esercito, della finanza e dei carabinieri sono rimaste a terra per via della neve a quota 1.300 metri. La zona delle ricerche va dai 1.750 ai 2.000 metri di quota. «Appena tornerà il bel tempo ripartiremo con le ricerche», spiega Fabio Manzocchi, capostazione del Cnsas di Avezzano, «nella consapevolezza di conoscere anche tutte le possibili criticità dell’area e i diversi livelli di manto nevoso. Giù a valle abbiamo bonificato tutto, ma il ritorno della neve in quota potrebbe creare problemi a noi soccorritori, quindi non è escluso che si debba nuovamente procedere con la bonifica dell’area». Una nuova nevicata sulla zona delle ricerche rischia anche di inquinare quanto è stato fatto finora: le porzioni di vallata battute dai soccorritori sono state delimitate con del nastro segnaletico affrancato a dei paletti di legno conficcati nella neve per consentire agli operatori di distinguere le zone bonificate da quelle da bonificare. Per giunta un nuovo strato di neve fresca rischia di appesantire i pendii generando il distacco di altre slavine e un ulteriore pericolo per i soccorritori. Nei primi giorni di ricerche era stato necessario ricorrere a delle microcariche pirotecniche per bonificare i costoni, evitando che gli scarichi di neve potessero abbattersi sui soccorritori al lavoro.
GARA DI SOLIDARIETÁ. Non si ferma nemmeno la grande macchina delle solidarietà che si è messa in moto fin dai primi giorni delle ricerche. Il cuore pulsante della Marsica resta l’ex scuola elementare di Forme dove continuano ad arrivare donazioni dall’intero comprensorio. A sostenere le associazioni locali, che da giorni offrono ricovero e pasti caldi alle famiglie e ai soccorritori, sono gli imprenditori marsicani, ma anche privati cittadini. E poi ci sono i disegni dei piccoli abitanti di Forme dedicati ai loro nuovi eroi e, naturalmente, a Tonino, Gian Mauro, Gianmarco e Valeria diventati figli, fratelli e sorelle di tutta la Marsica. Il numero della solidarietà è 342 6267581.
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