I genitori: scuole sicure o andremo in procura

25 Maggio 2017

Il comitato scrive al prefetto sollecitando l’apertura dei cantieri per la sistemazione delle sedi a rischio

SULMONA. Scuole non sicure e cantieri che non partono. Il comitato di genitori è pronto a ricorre alla magistratura se non si concretizzerà l’operazione “istituti scolastici in sicurezza”, annunciata e rimasta però al palo. Il comitato scuole sicure torna a scrivere al sindaco Annamaria Casini, “avvertendola” che «in caso di prolungati silenzi saranno interessate le opportune sedi giudiziarie».
«È necessario portare avanti l’iniziativa di monitoraggio dell’attività di messa in sicurezza delle scuole e mettere in campo tutte le azioni necessarie per garantire a bambini e ragazzi di poter studiare in edifici sicuri», scrivono i genitori nella lettera inviata anche al segretario comunale Francesca De Camillis e al prefetto dell’Aquila Giuseppe Linardi. Secondo il comitato, «le gravi difficoltà strutturali in cui versano gli uffici del Comune di Sulmona, sono la causa principale della situazione di stallo, ma questo non giustifica l’inattività di chi deve prendere decisioni volte a risolvere i problemi». Sulla pagina Facebook del comitato campeggiano i dati sui coefficienti di vulnerabilità delle scuole sulmonesi, molte delle quali con valori preoccupanti.
Ad onor del vero per la sistemazione degli edifici scolastici cittadini sono previsti circa 18 milioni di euro, 2 milioni e 800 mila dei quali destinati alla Masciangioli dal 2012, per correggere il suo coefficiente di vulnerabilità pari allo 0.1. Due milioni e 900 mila euro sono destinati alla Serafini (0.33 di coefficiente); 2 milioni e 500 mila alle Capograssi (0.23); 110 mila euro all’asilo nido Isola Felice (0.4 e 0.5); 4 milioni e 100 mila euro al classico Ovidio (0.1); un milione e 100 mila euro alla Lola Di Stefano (0.3); 4 milioni e mezzo per il nuovo edificio scolastico di via XXV aprile (ancora all’esame della giunta).
Il comitato chiude ricordando che lo scopo dell’iniziativa «non è quello di gravare sul lavoro degli uffici comunali, ma di mantenere alta l’attenzione sulla problematica delle scuole non sicure». Ma i genitori vanno oltre e avanzano proposte per accelerare i tempi e dare il via ai lavori sulle scuole cittadine, quali la nomina di responsabili unici del procedimento esterni e completamente dedicati all’attuazione dei progetti e l’intervento di commissari ad acta. (f.p.)
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