«I giovani hanno bisogno di aiuto»

La psicoterapeuta De Nunzio: questi comportamenti legati ad ansia e incertezza
L’AQUILA. Una generazione spaventata dal futuro, spesso sopraffatta dall’ansia, ma che crede ancora nella famiglia, nell’istruzione e nel lavoro. È così che Federica De Nunzio, psicoterapeuta, responsabile del Centro multidisciplinare Olos dell’Aquila, sintetizza i risultati della ricerca “L’Abruzzo e i suoi giovani”, nelle cui pagine è forse possibile rintracciare le cause delle numerose e sempre crescenti intemperanze giovanili che tanto spaventano il mondo adulto.
Come è nata la ricerca?
«In un’epoca come quella attuale, attraversata da radicali cambiamenti e profonde trasformazioni, diventa necessario individuare le reali criticità e i reali bisogni dei giovani per mettere in atto interventi mirati ed efficaci. A tal scopo è stata condotta la ricerca dalla società italiana sociologia (Sois), il centro per l’aggiornamento, la formazione e la ricerca educativa (Cafre) e l’associazione Anteas L’Aquila-Sulmona (da me rappresentata in qualità di psicologa) riguardante i giovani abruzzesi e i loro bisogni».
Quali sono le caratteristiche dei giovani aquilani e abruzzesi oggi?
«Per quanto riguarda l’approccio verso il futuro, la ricerca mette in evidenza sentimenti di ansia, incertezza, confusione, sentimenti che si concretizzano nel timore di trovarsi in difficoltà economica, difficoltà nel trovare lavoro e nel realizzare i progetti personali».
Da questo disagio possono nascere le intemperanze?
«Lo stato di incertezza continua in cui viviamo ci fa paura ed è evidente come i giovani abbiano poi indicato una serie di comportamenti a rischio che potrebbero essere correlati al non avere prospettive, punti di riferimento solidi e di sentire molta ansia rispetto al futuro».
Una generazione senza più valori?
«Nonostante le tante difficoltà, emergono degli aspetti positivi: i ragazzi hanno indicato tra i sentimenti verso il futuro anche curiosità e speranza. Un campione rilevante considera punti di riferimento importanti la famiglia, il lavoro, l’istruzione».
Cosa si può fare?
«Famiglia, scuola e mondo del lavoro quindi possono fare ancora molto per fornire ai giovani un ambiente di supporto e opportunità di apprendimento, aiutandoli a sviluppare abilità e competenze per affrontare le sfide della vita. Se lavoriamo insieme alle istituzioni per offrire percorsi che diano maggiore sicurezza e possibilità riguardo al futuro i giovani sono disposti a seguirci».
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