I giovani preti: «Benvenuto tra noi»

Tanti anche i messaggi istituzionali, da Marsilio al sindaco Biondi
L’AQUILA. Molte le reazioni alla nomina di don Antonio D’Angelo a vescovo ausiliare. Don Luca Capannolo, viceparroco a Coppito, che ha frequentato il seminario di Chieti, dove è rettore il neo-vescovo, ha scritto: «Un uomo di Chiesa, un uomo di comunione, un vero uomo di Dio. Benvenuto don Antonio nuovo vescovo ausiliare dell’Aquila. Oggi per la nostra diocesi è gioia, gioia piena. Ad maiora».
Anche don Federico Palmerini è stato al seminario di Chieti: «Benvenuto in questa nostra Chiesa aquilana, caro don Antonio», ha scritto. «Sarai di ausilio al nostro Cardinale Arcivescovo, ma cercheremo anche noi di essere di aiuto al tuo ministero in mezzo a noi”.
Il sindaco Pierluigi Biondi ha scritto: «Al neo-vescovo ausiliare, don Antonio D’Angelo, il più sentito augurio di buon lavoro. Si tratta di un nuovo segnale di attenzione verso la comunità aquilana del Santo Padre, invitato dall’arcivescovo, Giuseppe Petrocchi, a partecipare alla Perdonanza celestiniana del prossimo anno». Il presidente della Regione Marco Marsilio ha scritto: «Ho appreso della nomina da parte di Papa Francesco, del sacerdote don Antonio D’Angelo a vescovo ausiliare dell’Aquila. Auguro un proficuo lavoro a supporto della pastorale del cardinale Petrocchi e a beneficio dell’intera comunità diocesana dell’Aquila».
Questo il messaggio del vescovo di Termoli-Larino, De Luca: «Un presbiterio benedetto dal Padre, quello nel quale mi trovo, fratello tra fratelli e Vescovo. Per la sua varietà e la sua ricchezza che, colta dallo sguardo del Padre, riempie il cuore di gioia. Una vera e propria aiuola piena di fiori variopinti, ognuno con la sua bellezza, il suo colore e il suo profumo e nello stesso tempo arricchito e messo in risalto dagli altri. Papa Francesco, eleggendo vescovo don Antonio, ha messo in risalto l’intero presbiterio di Termoli-Larino, di esso don Antonio è parte, ma soprattutto espressione matura e compiuta (potrei dire frutto). Così, oggi, il nostro presbiterio appare nello splendore del Disegno di Dio, che è allo stesso tempo la possibilità e il compito da realizzare, attraverso l’adesione rinnovata e vissuta quotidianamente alla Pasqua di Gesù. È l’insieme che fa crescere, maturare ciascuno; e permette a ognuno di esprimere compiutamente la sua specificità a edificazione e a servizio della Chiesa. Questo accade quando si vive in quella dimensione della esistenza pasquale nella quale siamo stati immessi il giorno del nostro Battesimo e alla quale siamo stati pienamente conformati attraverso l’ordinazione presbiterale. Grazie a Papa Francesco che chiamando al servizio episcopale don Antonio ci fa cogliere la Benedizione del Padre che accompagna e sostiene il nostro presbiterio e il nostro servizio nella Chiesa di Termoli-Larino. Caro don Antonio, siamo contenti e nello stesso tempo trepidiamo con te».(g.p.)

