I giovani protagonisti della giornata per i Nove Martiri

Celebrato l’anniversario, 71 anni fa l’eccidio nazifascista Muzi (Anpi): «Costruire una memoria pubblica dell’evento»
L’AQUILA. Gli studenti sono stati i protagonisti delle cerimonie per i 71 anni dall’eccidio nazifascista che costò la vita ai Nove Martiri. Una giornata ricca di eventi. Ecco la riflessione di Paolo Muzi dell’Anpi (Associazione nazionale partigiani d’Italia).
«A 71 anni dall’evento resistenziale ante litteram costituito dal sacrificio dei Nove Martiri Aquilani, caduti in nome della dignità e della libertà agli inizi dell’occupazione tedesca nel settembre 1943, ritengo importante non solo che sia rievocato il fatto storico, ma anche non venga disconosciuto il difficile impegno a costruire una “memoria pubblica” cittadina di questo drammatico ma luminoso episodio e dei suoi giovanissimi protagonisti. Citiamo due fatti indicativi della lunga e a nostro avviso colpevole rimozione che c’è stata nella coscienza civica cittadina di questo episodio, cioè del primo scontro armato in Italia tra civili italiani e occupanti tedeschi. Nei primi giorni della Liberazione il giornale aquilano dal significativo titolo “Risorgere”, edito dall’antifascista Francesco Cellammare, venne censurato nel suo primo numero, il 25 giugno 1944, proprio per l’articolo “Il delitto delle Casermette”, come vediamo dalla meritoria ristampa anastatica realizzata a sue spese, nel 70° della Liberazione della città, da Raffaele Cusella, unico possessore in città di tale primo numero, non presente neppure in Biblioteca Provinciale. Un’insegnante pescarese mi ha testimoniato che, venuta all’Aquila anni fa in commissione per gli esami di maturità, ha domandato a qualche studente se sapesse chi erano i Nove Martiri, visto che la piazza a loro intitolata era uno dei luoghi preferiti d’incontro dei ragazzi. Ma nessuno le ha saputo rispondere. Questa tendenza a dimenticare è stata da subito contrastata dalle famiglie colpite dalla tragedia e anche dal libro di Corrado Colacito, che nel 1955 ha ricostruito il fatto storico. Le celebrazioni ufficiali sono sempre importanti, ma talvolta appaiono alquanto frettolose. Più significative ci appaiono quelle iniziative volte a ricostruire e interpretare l’episodio resistenziale e soprattutto a perpetuarne tra i cittadini la memoria e i valori intrinseci di libertà e riscatto che hanno motivato quei ragazzi. Libertà personale rispetto al dover prestare lavoro coatto per le truppe d’occupazione e riscatto dell’umiliazione del Paese in disfacimento per i guasti del totalitarismo e i disastri della guerra. Sono valori presenti tuttora tra i giovani che oggi arrivano più o meno clandestinamente in Europa da paesi martoriati da analoghi fenomeni. Credo perciò opportuno ricordare alcune delle iniziative volte a creare una coscienza civica. L’intitolazione ai Nove Martiri, nell’immediato Dopoguerra, della piazza costruita nel 1928 in regime fascista, con la fontana “La sorgente” dello scultore Nicola D’Antino. La costruzione del sacrario che raccoglie le spoglie dei nove ragazzi promosso nel 1945 dal comitato delle famiglie, con presidente onorario il cardinale Carlo Confalonieri, realizzato dopo ben 30 anni dal Comune nel cimitero e intitolato ai “Nove Martiri Giovinetti”. L’importante raccolta di testimonianze di protagonisti, realizzata in video nel 1989 da Umberto Dante e Alfredo Frattolillo, in collaborazione con due universitari. La mostra storico-documentaria allestita anni fa dall’Istituto Abruzzese per la Resistenza al Palazzetto dei Nobili, dove furono esposti documenti emozionanti, cioè i quaderni e i libri scolastici di alcuni dei nove giovani, ora custoditi nell’Istituto stesso. Le annuali iniziative commemorative delle scuole, in particolare dell’Itis (a suo tempo frequentato da Fernando Della Torre, il più grande dei Nove Martiri) che vanno a integrare tra i giovani le cerimonie ufficiali. Il film documentario realizzato nel 2005 da Giorgio Cavalli, che ripropone artisticamente atmosfere e ansie di quel settembre 1943, con una narrazione storicamente esauriente dell’episodio dello scontro armato di Collebrincioni. La celebrazione solenne del 70° anniversario da parte del consiglio comunale lo scorso anno e la decisione di intitolare il sentiero da San Giuliano a Collebrincioni ai Nove Martiri. Infine la recente apposizione del cippo, il 25 aprile scorso, all’inizio del sentiero presso il convento di San Giuliano. È ora in corso la progettazione e definizione di un percorso “Memoria-Natura”, proposto al Comune dall’Anpi L’Aquila e dall’Istituto della Resistenza, che vede impegnati il Cai e l’Associazione Alpini in collaborazione con il Parco Gran Sasso- Laga. Questo percorso storico e naturalistico in sei tappe, illustrate da pannelli, intende ricongiungere i luoghi dei dintorni dove si sono vissuti episodi della Resistenza (Collebrincioni, Arischia, Casale Cappelli, Filetto, Monte Archetto e Onna) e agevolarne la frequentazione. Ma in prospettiva soprattutto le iniziative delle scuole potranno assolvere l’importante funzione di costruire una memoria collettiva degli eventi, a cominciare da quello dei Nove Martiri, coetanei per sempre agli studenti di oggi e di domani. In vista del 70° della Liberazione è stato stipulato un accordo tra Anpi e ministero dell’Università, che costituisce un solido presupposto per allargare nelle scuole le iniziative di formazione sulla storia della Resistenza secondo un modello di “cittadinanza attiva”. Questo prevede il protagonismo degli studenti non solo nello studio di testi storici quanto soprattutto nella ricerca ed elaborazione della documentazione: foto e giornali d’epoca, filmati e documenti d’archivio e testimonianze dirette. Sarebbe auspicabile che il Comune volesse cooperare all’azione delle scuole ospitando nel proprio sito web materiali documentari e soprattutto gli eventuali migliori elaborati multimediali».

