I medici: «Pronto soccorso al collasso»

Il sindaco De Angelis: «Basta campanilismi e vantaggi sulla costa». Pacchetto di richieste all’Asl: «Subito assunzioni»
AVEZZANO. Al 31 dicembre 2016 c’erano 156 posti vacanti di dirigente medico nella Asl provinciale. E secondo la Cgil «dagli atti assunti dalla Regione Abruzzo e dal direttore generale ad oggi risultano persi altri 100 posti di lavoro. Perdita dovuta a un blocco del turn over pari all’80% del personale, conseguenza diretta del contenimento e riduzione della spesa per il personale». Sono solo alcuni numeri snocciolati nell’incontro in Comune tra il sindaco di Avezzano, Gabriele De Angelis, e i rappresentanti di tutte le sigle sindacali della sanità. Vertice che precede quello di oggi tra De Angelis e il manager della Asl, Rinaldo Tordera. Il caso-sanità nella Marsica, dove già si fronteggia da un anno la chiusura di Neurochirurgia, è riesploso in questi giorni, dopo l’allarme sollevato dai medici del pronto soccorso (hanno presentato un esposto per segnalare gravi carenze e possibili negligenze nelle prestazioni). Ad accrescere la rabbia, nelle ultime ore, il blocco dei ricoveri a Urologia, ufficialmente per consentire le sacrosante ferie al personale.
«Obiettivo condiviso da tutti è puntare a servizi di qualità per i cittadini, ad Avezzano e in tutta la nostra provincia», afferma De Angelis. Antonella De Santis, medico in servizio al pronto soccorso di Avezzano e rappresentante della Cisl medici della Marsica, ha esposto il problema del lavoro in «spazi ristretti» e dell’emergenza «affrontata quotidianamente solo da due medici che si ritrovano a gestire ambulanze che a volte arrivano anche da fuori regione». Una delle criticità maggiori è riscontrata nella «gestione del triage».
«La soluzione andrebbe cercata in tempi rapidi, non si lavora più ed è pericoloso per noi e per i pazienti», sottolinea la De Santis, «apprezziamo lo sforzo del sindaco, ma siamo al collasso». Secondo i sindacalisti, il sistema di smistamento degli utenti del pronto soccorso andrebbe gestito «in base a un protocollo interno che snellisca il lavoro dell’ospedale, chiamando in causa i medici di base che dovrebbero assorbire gli interventi di non emergenza». Si è parlato poi delle assunzioni bloccate da anni, soprattutto in reparti come il pronto soccorso.
Il sindaco ha ribadito che lavorerà al fianco dei primi cittadini dell’Aquila, Sulmona e Castel di Sangro per trovare «equilibri intelligenti».
«Tutto quanto discusso in questa seduta», dice De Angelis, «lo riporterò al Comitato ristretto dei sindaci. Come ho detto in più di un’occasione, non si tratta di fare lotte tra campanili ma bisogna mirare e riuscire a raggiungere un obiettivo comune che è quello di intervenire sulla politica regionale e se necessario anche sul governo centrale, coinvolgendo il ministro Lorenzin, per assicurare ai cittadini servizi di qualità. Servizi che vanno garantiti in tutta la provincia dell’Aquila. Dunque, nelle aree interne a oggi fortemente penalizzate a vantaggio della costa».
All’incontro hanno partecipato Francesco Marrelli, Anthony Pasqualone e Angela Ciccone (Fp Cgil), Fabrizio Truono, Antonio Ginnetti e Antonio Conte (Uil Fpl), Giuseppe Capoccitti e Antonella De Santis (Cisl Sanità Marsica), Antonio Santilli e Cinzia Lusi (Nursid), Salvatore Placidi, Ezio Tracanna e Annunziata D’Orazio (Fsi). Con De Angelis il vice Emilio Cipollone e i consiglieri Donato Aratari, Mauro Di Benedetto e Massimo Verrecchia.
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