I medici: restiamo prudenti ancora per tre settimane

Sono 28 i nuovi casi, scendono i ricoveri ma non i pazienti in terapia intensiva
L’AQUILA. Ci sono segnali di miglioramento, ma non bisogna abbassare la guardia. Se da un lato i dati sui contagi, letti in prospettiva, mostrano un andamento lievemente in discesa, dall’altro le parole degli operatori sanitari invitano alla massima prudenza.
Ieri in città sono emersi 28 nuovi casi, a fronte dei 120 sull’intera provincia, che vanno a bilanciare i 258 del giorno precedente. Le statistiche dicono che attualmente un aquilano su 10 è interessato dal Covid, cioè risulta positivo o in isolamento. Sul fronte ospedaliero si registra un lieve calo del dato complessivo sui ricoveri, ma non scende il numero dei pazienti in terapia intensiva. I primari di Malattie Infettive e Terapia intensiva del San Salvatore, Alessandro Grimaldi e Franco Marinangeli, concordano sulla necessità di prolungare oltre il 3 dicembre le misure restrittive della zona rossa. DECESSI. Il bollettino regionale ha inserito ieri 4 decessi: sono tutti aquilani, due donne di 82 e 80 anni e due uomini entrambi di 92 anni. La donna di 82 anni è Domenica Carrozzi, detta Mimina, di Assergi, moglie di Raffaele Massimi, storico veterinario, con cui da qualche giorno era ricoverata in ospedale: i funerali si svolgeranno domani alle 11 nella chiesa parrocchiale di Assergi. Un’altra donna di 93 anni, Berardina Micarelli, è morta ieri all’ex Onpi, era la madre di Corrado Fischione, presidente dell’Atletica L’Aquila: i funerali si terranno domani alle 11 nella chiesa di San Pio X al Torrione.
GRIMALDI. Si era già espresso a favore del prolungamento della zona rossa oltre il 3 dicembre all’interno del Comitato tecnico scientifico della Regione Abruzzo. E ne resta convinto, guardando l’andamento della curva dei contagi e in particolare la pressione sulle strutture ospedaliere. Secondo il primario del reparto di Malattie infettive del San Salvatore, Alessandro Grimaldi, «per vedere un minimo di risultati attendibili delle misure restrittive adottate ci voglio almeno tre settimane. Ritengo quindi che la zona rossa in Abruzzo debba andare avanti fino alla domenica successiva al ponte dell’Immacolata, che è un momento ad alto rischio. Subito dopo si potranno decidere riaperture selettive, andando a verificare che sia sceso l’indice Rt, ma anche la pressione sulle strutture sanitarie». Per quanto riguarda l’attuale situazione nell’ospedale aquilano, «ci sono segnali positivi da prendere con prudenza», aggiunge Grimaldi, «come il minore afflusso di pazienti registrato, negli ultimi giorni, al Pronto soccorso e quindi verso i reparti. Però c’è un problema che ho più volte sottolineato: la mancanza di personale. Mancano medici e soprattutto infermieri, vanno potenziati quei reparti che sono in prima linea nell’assistenza ai malati Covid, dove il personale inizia a fare i conti con lo stress psico-fisico. Noi non ci fermeremo nemmeno a Natale, nessuno avrà le ferie, saremo costretti a lavorare con gli stessi ritmi e questo alla lunga logora. Ci vuole un necessario periodo di recupero, occorre mantenere alta la concentrazione sempre, anche quando si termina il turno di lavoro e ci si deve svestire di tute e mascherine che potrebbero essere contaminate».
MARINANGELI. Anche il primario di Rianimazione e Terapia intensiva Franco Marinangeli guarda all’attuale pressione sui reparti da lui diretti e sulla terapia intensiva generale della regione, che durante la pandemia in corso sta facendo rete, e ritiene che ci voglia assoluta prudenza. Quindi è favorevole al prolungamento oltre il 3 dicembre della zona rossa: «Premesso che è una mia opinione personale», sottolinea Marinangeli, «se devo giudicare dalla pressione sulla terapia intensiva la risposta è sì. Senza alcun dubbio». Il primario precisa che si sta lavorando per aumentare i posti letto, che però vengono concessi in base al personale: «Sono in corso le procedure per nuove assunzioni, in particolare infermieri», dice, «e i posti aggiuntivi ci sono. Dei 42 pazienti che erano ricoverati al G8, in 30 sono stati trasferiti al reparto di Pneumologia Covid e quindi abbiamo liberato quegli spazi. Ma ci vuole assoluta prudenza: ribadisco che la coperta è corta, se accogliamo altri malati Covid, andiamo a togliere altrove». Il medico lo dice a chiare lettere: «Nonostante la situazione, c’è ancora gente in giro senza mascherina, è inaccettabile dal punto di vista etico. Speriamo sia meno grave della seconda, ma siamo comunque pronti alla terza ondata».

