I medici rimangono senza vaccini: «Dosi in arrivo, ma non c’è fretta»

AVEZZANO. I vaccini sono finiti. Numerose persone, quest’anno, vogliono fare prevenzione contro l’influenza stagionale. Pratica fortemente raccomandata sia dal ministero della Salute che dagli stessi...
AVEZZANO. I vaccini sono finiti. Numerose persone, quest’anno, vogliono fare prevenzione contro l’influenza stagionale. Pratica fortemente raccomandata sia dal ministero della Salute che dagli stessi medici. L’azienda sanitaria locale ha finito le scorte e per il momento, nonostante le richieste massicce, non ne ha a disposizione.
«Hanno consegnato in media 50 vaccini a medico», spiega il dottor Benito Falbo, che lavora a Luco dei Marsi, Trasacco e Avezzano, «ne ho ricevuti circa 100, un po’ di più perché ho dei pazienti ricoverati nelle Rsa, ma li ho finiti nel giro di pochi giorni. Quest’anno la richiesta si è triplicata rispetto al passato: oltre agli ultra 65enni, molti si vogliono vaccinare perché pensano che in questo modo, se avranno stati febbrili, saranno sicuramente dovuti al Covid. Per ora li ho sospesi, le dosi dovrebbero tornare in settimana e per riorganizzare il tutto ripartirò con le vaccinazioni dal 5 novembre. Procedo per prenotazioni, ne faccio circa 10 al giorno, e per le persone più fragili vado direttamente a casa».
I medici di famiglia hanno dato la precedenza agli ultra 65enni e alle persone fragili. Molti sono stati anche i vaccini eseguiti ai pazienti ricoverati nelle Rsa e tanti quelli che, avendo tra i 60 e i 65 anni, lo faranno gratuitamente nelle Asl dalle prossime settimane.
«C’è stata un po’ di asincronia tra la disponibilità dei vaccini e la campagna di informazione che consigliava di anticipare la vaccinazione», afferma Francesco Ulanio, medico di base a Celano, socio della Società italiana di medicina generale e iscritto al sindacato Fimmg, «per questo noi medici ci siamo trovati sprovvisti. Abbiamo avuto le dosi per gli ultra 65enni e per i pazienti ricoverati nelle Rsa e ci sono finite; dovrei fare circa 230 vaccini solo per queste due fasce, finora ne ho fatti 110. Sappiamo che le case farmaceutiche, per il momento, non li hanno inviati, aspettiamo che la Asl si procuri le scorte e riprenderemo con la vaccinazione. Le persone hanno fretta di farlo, ma va detto che dal punto di vista medico non c’è questa urgenza, anche perché l’influenza arriverà a gennaio e da quanto sembra non dovrebbe essere così forte».
Il vaccino anti-influenzale è gratuito non solo per gli ultra 65enni, ma anche per tutte quelle categorie ritenute a rischio, come forze dell’ordine e pazienti con patologie come asma o diabete.
«Le richieste che abbiamo ricevuto sono state tantissime», sottolinea il dottor Domenico Brunelli, che opera tra Tagliacozzo, Sante Marie, Castellafiume e Cappadocia, «a forza di insistere sono riuscito ad avere 75 vaccini per le persone sopra i 65 anni e 25 per quelle al di sotto dei 65 anni. Su una richiesta di 460 vaccini, ne ho fatti finora 100 e attendo gli altri. Lo scorso anno, per fare un esempio, ne facevo 250 circa. I vaccini che mi hanno dato li ho finiti in un giorno e quando ne ho chiesti altri, all’Asl mi hanno detto che non arriveranno prima di metà novembre. So che anche le farmacie non ne hanno a disposizione pochi».

