I misteri dei monoliti nel libro di Rapisarda

L’AQUILA. “I monoliti-torchio dell’Abruzzo aquilano e il culto di Ercole”. È il titolo dell’ultima pubblicazione di Alberto Rapisarda, giornalista romano, che per diversi anni ha lavorato per La...
L’AQUILA. “I monoliti-torchio dell’Abruzzo aquilano e il culto di Ercole”. È il titolo dell’ultima pubblicazione di Alberto Rapisarda, giornalista romano, che per diversi anni ha lavorato per La Stampa di Torino e per Raitre. Il volumetto, di 75 pagine, è frutto di un’attenta ricerca che contribuisce alla conoscenza della civiltà dei Vestini cismontani, di cui si era occupato anche in un altro volume nel 2011. I monoliti della zona, di fatto dei macigni di pietra grossolanamente sbozzati, non erano mai stati prima oggetto di indagine. «Questa ricerca ci porta a concludere che i misteriosi monoliti, trovati finora unicamente nel territorio dei Vestini cismontani, possono essere stati progettati come abbassamento di strutture smontabili dei torchi a leva in legno» spiega l’autore, «per produrre vino o altra bevanda alcolica da destinare soprattutto a funzioni collegate a luoghi di culto ed eventualmente ai riti funerari». Il primo monolite fu scoperto nel 1965 nei pressi della necropoli di Capestrano, pesava 3 tonnellate e aveva una faccia levigata sulla quale era stato scolpito un disegno che, a prima vista, sembrava la raffigurazione di un uomo a braccia aperte. Successivamente altri manufatti simili sono stati individuati tra L’Aquila e Capestrano.(m.c.)
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