«I negozi al passo col web o si chiude»

21 Settembre 2017

La Confesercenti: adeguarsi al mondo della vendita online, integrarsi e diventare originali. C’è chi l’ha fatto, come Margiotta

SULMONA. La conta dei 39 negozi chiusi lungo corso Ovidio, non passa inosservata agli addetti ai lavori, che partono dal dato inconfutabile della crisi, per promuovere il cambio di passo. La soluzione, per la Confesercenti, si chiama «commercio 4.0», cioè quelle attività flessibili, specializzate, originali, integrate con altre forme di shopping. Secondo l’associazione di categoria, per i negozianti è arrivata l’ora di cambiare, consorziarsi, specializzarsi e, soprattutto, integrarsi con il web. Del resto, anche i dati in crescita delle nuove attività di vendita online registrate dall'ultimo bilancio Attività produttive del Comune, in cui sono censite una decina di punti vendita virtuali, la dice lunga sul da farsi. Anche se fino a un paio di anni fa la voce dell’e-commerce non esisteva nei registri comunali.
«L’alta specializzazione è il cuore della svolta nel commercio», interviene Pietro Leonarduzzi, vice presidente Confesercenti e proprietario di un’attività immobiliare, «e in questa sfida i negozi indipendenti hanno molte più chance dei centri commerciali o delle catene internazionali, il cui prodotto è facilmente reperibile online. Bisogna lanciare un programma strutturale di innovazione del commercio, una sorta di “piano commercio 4.0». Ha intuito da subito le potenzialità delle nuove tecnologie applicate al commercio Claudio Mariotti (presidente Ascom e gestore di un liquorificio). «Il commercio online», fa notare Mariotti, «rappresenta una vera opportunità per gli operatori onesti. Si tenga presente che tra 10 anni le attività a posto fisso scompariranno, sopraffatte da quelle online. Il risultato sarà che resteranno sul mercato solo i grandi marchi. Si valutati la situazione con lungimiranza, altrimenti corso Ovidio rischia di trasformarsi in una strada di saracinesche abbassate». Proprio per questo c’è chi, come Gaetano Margiotta, storico commerciante di scarpe, si è trasferito dal corso, dove ha un locale di proprietà che tiene aperto solo nei periodi di maggiore movimento, per aprire due punti vendita nell’unico centro commerciale cittadino, su viale della Repubblica. E soprattutto ha sviluppato in parallelo le vendite online. «Il commercio è cambiato», fa notare, «non si può far finta di nulla, io ho fatto diverse proposte prima di aprire due punti vendita qui, ma nessuno mi ha dato retta e dunque ho fatto da me, prima col trasferimento e poi online». La flessibilità, dunque, sembra la parola d’ordine per sopravvivere alla spietata concorrenza della grande distribuzione. «La vocazione delle città sta mutando e oggi viene richiesto sempre un tessuto economico orientato alla ricettività, con servizi avanzati», conclude Lido Legnini, direttore regionale di Confesercenti.
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