I negozianti: «Affitti e tassazione stanno devastando la categoria»

Angelone (Confartigianato): intollerabili locazioni da 100 euro al metro quadro e intere attività vuote Napoleone del Comitato Avezzano centro: qui c’è uno strano fenomeno degli investimenti a tempo
AVEZZANO. I negozi “a tempo” e la tassazione elevata stanno uccidendo il commercio ad Avezzano: ne sono convinti i proprietari delle attività e i membri delle associazioni di categoria. I dati sulle aperture e sulle chiusure dei negozi nel 2019 sono allarmanti, secondo il presidente di Confcommercio Avezzano, Giuliano Montaldi.
Perché se da un lato chiudono decine e decine di attività storiche, dall’altro aprono altrettanti esercizi, tutti destinati a vivere non più di 24 mesi, secondo il numero uno dell’associazione di categoria. Da qui il dibattito.
«Il problema è ormai noto e non riguarda solo Avezzano», sottolinea Carlo Rossi, direttore di Confesercenti, «l’online fa concorrenza su tutto il campo locale e nazionale e per invertire la tendenza bisogna fare qualcosa subito. Avezzano, ne siamo certi, può ritornare a essere un centro di attrazione, ma a fare la differenza devono essere proprio le attività commerciali. Se facciamo una città bella, ma la lasciamo vuota, le persone non verranno mai a passeggiare in centro. Pensiamo invece a strategie per renderla più attrattiva, magari con la presenza di grandi marchi che attirano anche i giovani. Come associazioni, non abbiamo la soluzione, ma vorremmo essere coinvolte per disegnare insieme il futuro di Avezzano e soprattutto dare consigli e suggerimenti sull’assetto urbanistico di questa città».
Un maggiore coinvolgimento delle associazioni di categoria, quindi, ma anche un’attenzione per la tassazione che sta portando allo stremo i commercianti.
«La situazione del centro di Avezzano è comune a quella di tante altre città italiane», evidenzia Lorenzo Angelone, presidente di Confartigianato, «o ci si caratterizza su qualcosa o si muore definitivamente. Non è possibile tollerare affitti da 100 euro al metro quadrato e interi negozi vuoti. Servono ovviamente una riorganizzazione di tutto il sistema e un’agevolazione sulla tassazione. Abbassando le imposte e calibrando gli affitti si potrebbero rendere il centro e l’intera città più attrattiva».
Un altro problema riscontrato in città è quello dei negozi “a tempo”. Sempre più spesso, infatti, ad Avezzano aprono delle attività commerciali che durano pochi anni, se non addirittura mesi, lasciando vuoti difficili poi da colmare. «Il fenomeno dei negozi a tempo in città è una vera e propria problematica», precisa Gianni Napoleone, responsabile del Comitato Avezzano centro, «sono degli avventori del mercato con pseudo investitori che arrivano, aprono, stanno anche meno di un anno e poi se ne vanno. Oltre a questo disagio c’è, per chi ha già un’attività, l’eccessiva tassazione che spesso spinge alla chiusura. Siamo troppo pressati da ogni tipo di imposte che gravano sui bilanci. Bisogna riorganizzare il sistema, altrimenti morirà tutto».
Seguendo l’esempio di alcune multinazionali, anche ad Avezzano, secondo Montaldi, si potrebbe tornare al negozio di vicinato. Amazon, Alibaba e altri colossi del commercio web hanno optato per l’apertura di attività commerciali nelle città per riacquistare il contatto col cliente. «Esercizio di vicinato o più semplicemente negozio tradizionale, qualunque sia l’articolo proposto in vendita si traduce, in tutte le tipologie di città, ma ancor più in quelle delle dimensioni di Avezzano, in luce sulle strade, vitalità sui marciapiedi, investimenti privati, famiglie che trovano operatività da un lato e motivo di vivere la città dall’altro», afferma Riccardo Savella, consigliere nazionale di Federmoda, «è irrilevante da quale parte si voglia leggere questo processo, l’importanza delle botteghe è oggettiva e oggi l’importante diminuzione delle stesse è decisamente sottovalutata sia dalle amministrazioni locali sia dalla politica nazionale. Quello che possiamo fare, come associazione di categoria, è spingere gli operatori alla formazione e alla conoscenza di tutti i canali di vendita utilizzabili, alla continua ricerca di sinergie e di nuove spinte propulsive per le piccole aziende del territorio».
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