I negozianti: «Chiederemo risarcimenti»

4 Settembre 2019

Depositate 119 firme in Comune, il Comitato alza il livello della protesta: riaprire via Corradini, qualcuno pagherà i danni

AVEZZANO. Commercianti pronti a chiedere i danni, attraverso un proprio legale, se non scatta la riapertura degli incroci su via Corradini. In Comune arrivano le firme (119), dei titolari di attività e servizi e residenti del centro, raccolte dal Comitato commercianti per spingere il commissario prefettizio e gli uffici a «rimuovere il divieto di traffico veicolare sulle intersezioni ai lati dell’area pedonale». L’appello, con avviso finale, rischia di aprire un altro fronte sulla controversa storia degli incroci rimasti chiusi nonostante i lavori siano finiti da un pezzo. «La realizzazione delle opere», ricorda il presidente Gianni Napoleone, «è terminata oltre sessanta giorni fa e si è in assenza di provvedimenti amministrativi o di problemi di natura tecnica i quali impediscano la rimozione del suddetto divieto: lo stop al transito arreca ingenti danni alle attività commerciali e di servizi operanti in loco, le quali, a causa della confusione ingenerata nei cittadini dallo stravolgimento della viabilità, dall’impossibilità di raggiungere facilmente il centro e dall’assenza di parcheggi, hanno visto scemare sensibilmente il numero dei clienti e, di conseguenza, hanno subìto una notevole contrazione del fatturato, il tutto in presenza di costi fissi invariati».
NATALE SI AVVICINA. Il Comitato, quindi, insiste affinché il Comune «rimuova subito il divieto di transito, e chiede di conoscere le determinazioni degli amministratori. Con l’approssimarsi del Natale», aggiungono i rappresentanti, «le attività economiche hanno necessità di avere dati certi in forza dei quali provvedere all’acquisto di merci e beni da porre in vendita e di pianificare il numero del personale da impiegare. Il perdurare della situazione attuale, dalla quale, siamo certi, deriva in gran parte il calo del fatturato, imprenditori e professionisti saranno costretti a licenziare personale e a ridurre le scorte. Con rammarico, il Comitato si vede costretto anche a rappresentare la riserva di richiesta di risarcimento dei danni che, loro malgrado, gli imprenditori e professionisti saranno costretti ad avanzare nei confronti dei soggetti eventualmente individuati come responsabili della vicenda. È profondamente ingiusto chiedere agli imprenditori di farsi carico, ognuno in proprio, del disastro economico causato anche dalla chiusura degli incroci».
«ATTO ILLEGITTIMO». «Gli incroci», sottolinea la vicepresidente del Comitato, Giuliana Di Pasquale, «devono essere riaperti in quanto non c’è atto deliberativo che legittima la chiusura delle intersezioni. Chiediamo, in buona sostanza, al commissario di attuare lo stesso principio adottato per piazza del Mercato, dove, in forza di una serie di atti deliberati e opere appaltate, non si è potuto evitare il tanto contestato taglio degli alberi».
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