I negozianti: «Prigionieri del cantiere in piazza»

3 Aprile 2019

La categoria lamenta incassi dimezzati: «Andavano individuate altre soluzioni»  Il Comune: «Finiremo in 45 giorni, un po’ di pazienza per una città bella»

AVEZZANO. «Siamo prigionieri del cantiere e i nostri negozi sono semivuoti». I commercianti del centro hanno i nervi a fior di pelle, in particolare nel tratto di via Trieste, dove le transenne sui due incroci con via Diaz e via Corradini, con divieto di transito e sosta, hanno creato una sorta di gabbia. Il cantiere è quello per la riqualificazione di piazza Risorgimento. Il timore, non soltanto tra gli operatori di via Trieste, ma anche sul fronte opposto, corso della Libertà e strade limitrofe interessate dalle limitazioni o interdizione del traffico, è che la lunga chiusura dia il «colpo di grazia» ai tanti esercizi commerciali che fanno già i salti mortali per tirare avanti. Nel mirino dei commercianti, che non sono contrari agli interventi per abbellire il centro, l’assenza di comunicazioni del Comune e le modalità operative, ovvero la «lunghissima chiusura in contemporanea di due incroci vitali per la circolazione del centro cittadino». Scelta bocciata dagli operatori. «Così non si può lavorare», commenta Marta Andreoli, (Calzedonia), indicando le transenne ai due lati estremi di via Trieste, «siamo prigionieri del cantiere. Nessuno si è degnato di sentire la nostra campana. Oggi (ieri alle 12.45, ndc), rispetto a martedì mattina della scorsa settimana, abbiamo registrato la metà degli ingressi, certificati dal conta persone, con l’incasso ridotto alla metà. Avevamo già registrato perdite con la pista ciclabile, ora è ancora peggio. Senza contare i disagi per rumore e povere». Quadro ancor più critico nel negozio di abbigliamento Sorelle Marziale: «Non siamo contro i lavori, ma vanno fatti nel periodo giusto e non con queste modalità. Qui, con lo stop alla circolazione delle automobili, non è entrato nessuno. Abbiamo le scadenze da rispettare, le aziende fornitrici non rinviano perché qui si sta realizzando l’isola pedonale».
Tranciante il giudizio di Cristina Panichi (Centro analisi cliniche) che non risparmia una frecciata al sindaco: «Non guarda in faccia a nessuno. Con questa chiusura così lunga e amplia», afferma, «il centro cittadino muore. La gente non viene più in piazza. Qui ci sentiamo come in gabbia». Clientela scarsa anche al centralissimo bar Olimpia, dove le transenne sono giunte a pochi passi dal dehors. «C’è stato un netto calo», conferma Francesco Nanni, «mentre questo, normalmente, è un periodo buono. Per non creare tanti disagi alle attività, invece di chiudere tutto insieme, compresi i due incroci, potevano fare un piano di interventi a pezzi».
Sul versante del Comune il vicesindaco, con delega ai Lavori pubblici, chiede ai commercianti un «po’ di pazienza, per i lavori mirati a rilanciare il centro cittadino. La chiusura di tutta l’area interessata dal progetto di pedonalizzazione», assicura Lino Cipolloni, «è finalizzata a velocizzare i tempi. Però, viste le finalità dell’opera, qualche piccolo disagio va sopportato: in 45 giorni completeremo il lavoro. L’obiettivo dell’amministrazione De Angelis va nella direzione della città bella. Al posto dei sampietrini pericolosi, spesso fonte di pericolo, arriverà un arredo urbano di qualità. Siamo sicuri che, come con la fontana e piazza Torlonia, la città apprezzerà».
L’impresa vincitrice della gara d’appalto ha dato il via allo smantellamento della vecchia pavimentazione, a partire dall’incrocio con corso della Libertà. Poi scatterà la fase di pavimentazione nuova che dovrebbe privilegiare l’area dei due incroci con l’obiettivo di riaprire al transito, mentre l’impresa completerà la riqualificazione dell’isola.
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