I nodi irrisolti di Sassa dall’ex Sercom alle scuole

28 Novembre 2020

SASSA. «I grandi problemi delle frazioni aquilane non sono stati mai affrontati». Un nuovo Sos arriva dai borghi del circondario dell’Aquila e in particolare da Sassa. A farsene portavoce è una...

SASSA. «I grandi problemi delle frazioni aquilane non sono stati mai affrontati».
Un nuovo Sos arriva dai borghi del circondario dell’Aquila e in particolare da Sassa. A farsene portavoce è una residente, Maria Scarsella, la quale elenca una serie di problematiche annose, ma irrisolte.
«I cittadini sono nelle mani degli amministratori che decidono presente e futuro», scrive Scarsella. «Chiunque, però, può contribuire a cambiare la storia del territorio anche con piccoli gesti e, a volte, basterebbe anche solo l’ascolto da parte delle Istituzioni. Siamo esclusi, invece, da qualsiasi forma di partecipazione. Ignorati e considerati quasi nemici per aver solo osato chiedere ciò che è un diritto. Ho sempre dato alla funzione amministrativa un alto valore morale e non penserò mai diversamente. È difficile, tuttavia, abbattere l’arroganza che si manifesta nelle risposte negate. Non mi rassegno alla realtà e sono di nuovo a reclamare tutte quelle risposte finora ignorate. Certamente questo non è un buon periodo, in ogni caso, è importante muoversi su più fronti per non dover assistere tra qualche tempo a tragedie che si potevano evitare. Importante anche programmare il futuro. Quanto sarebbe stato importante anche solo un’attenzione a tutti i progetti presentati dagli abitanti delle frazioni aquilane, sempre ai margini della città-territorio. Fin dal 3 agosto del 2017 sulla scrivania del sindaco ho depositato progetti e problematiche. Risultati? Nessuno. In data 11 ottobre 2017 di nuovo sono tornata sugli argomenti precedenti e mai un cenno di riscontro. Il 26 aprile 2018 con una lettera indicavo la pericolosità di un percorso stradale, in località Cerella, esplicitando i punti cruciali e in che modo provvedere. Nessuna risposta, ma qualche giorno fa c’è stato un disastroso incidente che si poteva evitare».
«C’è poi», prosegue Scarsella, «il problema dell’ex Sercom che è diventata una discarica. Che intende fare il Comune? E, soprattutto, quando interpellerà gli abitanti del posto che sono depositari della cultura e dei sacrifici dei loro antenati? Quando dialogherà con i cittadini per il Polo scolastico Rodari che a tantissimi anni dal terremoto e con soldi già in bilancio non è stato ancora ricostruito? Perché, poi, indicare un sito ancora intatto e lasciare nel degrado altri che potrebbero essere riqualificati? Non ci si può accontentare dell’abbandono amministrativo, al contrario, è necessario reclamare il cambiamento».(g.p.)
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