I nodi irrisolti di Sassa dall’ex Sercom alle scuole

SASSA. «I grandi problemi delle frazioni aquilane non sono stati mai affrontati». Un nuovo Sos arriva dai borghi del circondario dell’Aquila e in particolare da Sassa. A farsene portavoce è una...
SASSA. «I grandi problemi delle frazioni aquilane non sono stati mai affrontati».
Un nuovo Sos arriva dai borghi del circondario dell’Aquila e in particolare da Sassa. A farsene portavoce è una residente, Maria Scarsella, la quale elenca una serie di problematiche annose, ma irrisolte.
«I cittadini sono nelle mani degli amministratori che decidono presente e futuro», scrive Scarsella. «Chiunque, però, può contribuire a cambiare la storia del territorio anche con piccoli gesti e, a volte, basterebbe anche solo l’ascolto da parte delle Istituzioni. Siamo esclusi, invece, da qualsiasi forma di partecipazione. Ignorati e considerati quasi nemici per aver solo osato chiedere ciò che è un diritto. Ho sempre dato alla funzione amministrativa un alto valore morale e non penserò mai diversamente. È difficile, tuttavia, abbattere l’arroganza che si manifesta nelle risposte negate. Non mi rassegno alla realtà e sono di nuovo a reclamare tutte quelle risposte finora ignorate. Certamente questo non è un buon periodo, in ogni caso, è importante muoversi su più fronti per non dover assistere tra qualche tempo a tragedie che si potevano evitare. Importante anche programmare il futuro. Quanto sarebbe stato importante anche solo un’attenzione a tutti i progetti presentati dagli abitanti delle frazioni aquilane, sempre ai margini della città-territorio. Fin dal 3 agosto del 2017 sulla scrivania del sindaco ho depositato progetti e problematiche. Risultati? Nessuno. In data 11 ottobre 2017 di nuovo sono tornata sugli argomenti precedenti e mai un cenno di riscontro. Il 26 aprile 2018 con una lettera indicavo la pericolosità di un percorso stradale, in località Cerella, esplicitando i punti cruciali e in che modo provvedere. Nessuna risposta, ma qualche giorno fa c’è stato un disastroso incidente che si poteva evitare».
«C’è poi», prosegue Scarsella, «il problema dell’ex Sercom che è diventata una discarica. Che intende fare il Comune? E, soprattutto, quando interpellerà gli abitanti del posto che sono depositari della cultura e dei sacrifici dei loro antenati? Quando dialogherà con i cittadini per il Polo scolastico Rodari che a tantissimi anni dal terremoto e con soldi già in bilancio non è stato ancora ricostruito? Perché, poi, indicare un sito ancora intatto e lasciare nel degrado altri che potrebbero essere riqualificati? Non ci si può accontentare dell’abbandono amministrativo, al contrario, è necessario reclamare il cambiamento».(g.p.)
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