I nuovi gestori: tanti ostacoli per l’apertura della piscina

14 Ottobre 2020

SULMONA. «È impensabile che un impianto come la piscina dell’Incoronata, in un polo sportivo importante, al centro di un intero comprensorio, da anni non abbia agibilità e certificati di prevenzione...

SULMONA. «È impensabile che un impianto come la piscina dell’Incoronata, in un polo sportivo importante, al centro di un intero comprensorio, da anni non abbia agibilità e certificati di prevenzione incendi e altro. Ci auguriamo che l’ufficio Urbanistica del Comune abbia fatto almeno una nota, se non una querela, alla vecchia gestione. Era impegno morale e professionale quello di garantire certe condizioni». È il durissimo sfogo dei soci della Roma Nuoto, Nicolò Cristofaro e Luigi Grossi, che dopo aver vinto la gara d’appalto per la gestione della piscina comunale da mesi stanno lottando contro cavilli burocratici e inadempienze che hanno ritardato pesantemente l’apertura della struttura coperta. Ora i problemi sembrano in via di soluzione, tanto che l’inaugurazione dell’impianto è previsto per metà novembre. «Se non fosse stato per un atteggiamento amorevole per questa città e per la Valle Peligna avremmo dovuto abbandonare il campo e chiedere i danni al Comune. Così la piscina sarebbe rimasta l’ennesima cattedrale nel deserto», sottolineano i dirigenti della Roma Nuoto che non risparmiano critiche all’indirizzo dei vecchi gestori. «L’appalto per la gestione dell'impianto è stato aggiudicato a dicembre scorso», ricordano Cristofaro e Grossi, «ma tra verifiche, ricorsi al Tar e pandemia il passaggio delle consegne è avvenuto solo a giugno. La Roma Nuoto ha nel suo dna lo sport e in pochi mesi questo impianto rifiorirà con benefici per tutti e soprattutto per i tanti appassionati di questa disciplina costretti da tempo a non poter utilizzare la piscina». (c.l.)
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