I nuovi poveri bussano alla mensa della Caritas

A pranzo arrivano in 30, ma sono oltre duemila gli indigenti assistiti dalla diocesi Il vescovo Spina: i bisognosi sono i benvenuti ma la vera priorità è il lavoro
SULMONA. Sono più di 30 ormai i pasti caldi serviti ogni giorno dalla mensa della Caritas, che è aperta tutti i giorni a pranzo in via di Porta Romana. Tra gli ospiti abituali ci sono soprattutto persone della zona, che vivono in una condizione di disagio sociale perché senza lavoro.
A 24 ore dalla giornata nazionale contro la povertà, viene fuori un quadro davvero allarmante. Lo stesso che emerge dalle parole del vescovo della diocesi di Sulmona-Valva, monsignor Angelo Spina, e del responsabile della mensa diocesana don Palmiero Amatangelo. È sembrano essere proprio la diocesi ad accogliere i più bisognosi, ad avere il polso della situazione della crisi di un territorio che ha visto andare in fumo più di diecimila posti di lavoro in meno di dieci anni.
«Molti dei nostri assistiti – direi la maggioranza – sono italiani», spiega don Palmiero, impegnato a mandare avanti ogni giorno la mensa, «e sono tutte persone di questo territorio. Non è poi facile fare una classificazione, ma l’età media è di circa 50 anni. Abbiamo anziani ma anche, cosa ancor peggiore, persone che3 non hanno ancora compiuto 40 anni. Ragazzi che aiutiamo anche nella ricerca di un lavoro, per non farli diventare degli assistiti a vita. Ma non è sempre facile». Dai registri e dalle statistiche condotte sulla mensa diocesana è possibile tracciare l’identikit dei nuovi poveri del Centro Abruzzo, generalizzazione che non piace a don Palmiero, vista la sua concretezza e la sua conoscenza di ogni singolo ospite. Sta di fatto che dal 2011 il numero dei cosiddetti nuovi poveri è quadruplicato, raggiungendo i duemila assistiti, 1.500 in più rispetto all'anno precedente. Erano, infatti, 500 nel 2010, 300 nel 2009 e 188 nel 2008. La gran parte di queste persone è di Sulmona ed entra nella mensa passando dall’ingresso posteriore del Vescovado per non farsi vedere. Ma non mancano gli stranieri, soprattutto i romeni, che rappresentano in città una delle comunità più numerose.
Sono ormai più di una trentina i clienti fissi del refettorio di via Porta Romana, che nemmeno per le festività hanno il necessario per un pasto caldo. In base all’identikit, gli assistiti sono soprattutto persone sposate, giovani coppie o famiglie in cui uno dei componenti ha perso il lavoro, ma anche pensionati soli.
La mensa è aperta ogni giorno dell’anno», ricorda il vescovo Spina, «perché tutti mangiamo ogni giorno e per ora solo a pranzo. I bisognosi sono i benvenuti, ma noi proviamo anche a dare loro gli strumenti per rendersi indipendenti». Presente in tutte le chiese dei comuni della diocesi, la Caritas assiste più di 2mila persone con diverse centinaia di volontari nelle varie parrocchie (15 solo alla mensa diocesana).
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