I papi nella storia, speciale lezione a scuola
Incontro con il nipote di Giovanni XXIII al Liceo classico: Francesco aiuta gli ultimi e abolisce i privilegi
SULMONA. Laicità dello Stato, libertà di culto e tolleranza religiosa. Questo il filo conduttore dell’incontro tra Marco Roncalli, saggista, giornalista, nipote e biografo di Papa Giovanni XXIII, e gli studenti dei Licei classico e artistico. Un’inconsueta lezione-dibattito, nell’ambito della rassegna “Classico-Moderno” curata dal docente Oreste Tolone, che ha coinvolto gli studenti in un viaggio nel Novecento dai Patti Lateranensi del 1929 fino all’elezione di papa Francesco. «Papa Roncalli» è intervenuta Caterina Fantauzzi, dirigente scolastico del Polo umanistico «ha lasciato un’impronta importante e indelebile nella storia d’Italia e per le nuove generazioni, che devono poter comprendere il presente e l’evoluzione della società, è fondamentale approfondire la conoscenza di determinati periodi storici».
«Roma» ha esordito Roncalli «è la sede delle istituzioni italiane ma ospita anche la Città del Vaticano, la storia dei rapporti tra Stato e Chiesa ha caratterizzato la storia d’Italia». Dal celeberrimo motto dello statista Cavour “Libera Chiesa in libero Stato” fino alla Costituzione italiana che definisce lo Stato e la Chiesa indipendenti e sovrani, Roncalli ha raccontato secoli di storia attraverso il susseguirsi dei pontefici. È il 1958 Roncalli è eletto papa con il nome di Giovanni XXIII. «Un pontificato di cinque anni» ha spiegato il nipote e biografo «breve ma molto significativo perché contestualizzato in una società in fase di cambiamento. L’ingerenza della Chiesa nella quotidianità e nello Stato va diminuendo, Papa Roncalli comincia a guardare al mondo dando una svolta internazionale della Chiesa di Roma. Non è un caso che Giovanni XXIII intervenne nella crisi di Cuba». La diffidenza iniziale degli studenti, verso una tematica non di facile approccio, si è trasformata in pochi minuti in interesse e coinvolgimento. E la storia dei decenni scorsi, tra il Concilio Vaticano II, gli anni del terrorismo e l'elezione di Papa Giovanni Paolo II, è stata presentata agli studenti sotto un altro punto di vista.
«L’elezione di Wojtyla» ha proseguito Roncalli «ha rappresentato una svolta nella storia della Chiesa. È stato uno dei pontefici non italiani dopo parecchio tempo, un papa che non ha mai esitato a definire l'Italia la sua seconda patria e che, senza esitazione, è intervenuto su temi non facili come l’aborto, l’economia, la disoccupazione, proseguendo la strada aperta dal Concilio vaticano II che voleva una Chiesa al passo che le evoluzioni della società». E poi il pontificato di Benedetto XVI con il coraggio delle sue dimissioni e l’emergere di scandali come la pedofilia. «Il pontificato di papa Francesco» ha sottolineato Roncalli «si sta caratterizzando con l’abbandono dei privilegi e il sostegno agli ultimi».
Il prossimo appuntamento con “Classico-Moderno” è per sabato alle 10.30 al teatro Caniglia con il vice presidente del Csm, Giovanni Legnini.
Chiara Buccini
©RIPRODUZIONE RISERVATA

