I parlamentari aquilani in aula col lutto al braccio

18 Marzo 2018

La singolare protesta contro il pagamento delle tasse sospese deciso dal governo La diffida: «La responsabilità è dello Stato, non delle imprese del territorio»

L’AQUILA. Si presenteranno in Parlamento, il prossimo 23 marzo, in occasione della prima seduta della nuova legislatura a Montecitorio, con il lutto al braccio. Questa la singolare ed eclatante protesta che i parlamentari aquilani Stefania Pezzopane (Pd), Antonio Martino (Fi), Luigi D'Eramo (Lega) e il senatore Gaetano Quagliariello (Noi con L'Italia- Udc), intendono attuare. Un segno di lutto che rappresenta «lo stato di abbandono e di difficoltà in cui il governo centrale ha lasciato il territorio aquilano». Il riferimento è alle tasse sospese dopo il sisma del 2009, che il governo adesso vuole indietro «tutte, subito e con gli interessi di mora». Il tavolo convocato dal vice presidente della Regione, Giovanni Lolli, con le associazioni di categoria e i parlamentari, è servito a coordinare e rafforzare l'azione politica e dare seguito alle procedure tecniche e legali che le aziende intendono mettere in campo per contrastare il provvedimento assunto dal Governo centrale. La “mazzata” ai danni delle imprese del territorio è dietro l'angolo: il 23 maggio il commissario straordinario, Maria Margherita Calabrò, farà partire le ingiunzioni di pagamento. Si tenta il tutto per tutto con un doppio ricorso al Tar, contro la nomina del commissario e contro il provvedimento sanzionatorio dell'Unione Europea che, il 14 agosto 2015, ha intimato all'Italia di avviare le procedure di recupero dei tributi sospesi. Le sedute del Tar abruzzese, che dovrà pronunciarsi in merito, sono già state fissate per il 18 aprile e il 9 maggio. Intanto, è partita la diffida al presidente del consiglio, Paolo Gentiloni, e ai sottosegretari, Paola De Micheli e Sandro Gozi. Nel testo, firmato dal vice presidente della Regione, Lolli, dal sindaco, Pierluigi Biondi e dai presidenti di Confindustria, Ance e Api, si fa riferimento «ad alcuni aspetti la cui disamina non può sfuggire, nell'adozione degli atti esecutivi che lo Stato italiano si appresta ad assumere». In particolare, si fa riferimento «al legittimo affidamento che le imprese hanno riposto nelle procedure sottese all'adozione della norma di sospensione dei tributi da parte del legislatore. Se è vero che la Commissione europea non ha fornito alle autorità italiane o ai beneficiari alcune elemento o fatto che possa aver dato luogo a un legittimo affidamento, lo stesso non può dirsi», conclude la nota «per lo Stato italiano, che ha assunto la decisione di sospendere parzialmente le tasse senza porsi il problema che il provvedimento avrebbe potuto configurarsi come aiuto di Stato e senza avvertire del rischio i beneficiari. La responsabilità della procedura di infrazione aperta dall'Europa è dello Stato, non delle imprese del territorio».(m.p.)
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