I piatti abruzzesi dello chef Zonfa in Spagna e Portogallo

21 Maggio 2017

L’AQUILA. Parte oggi la trasferta iberica dello chef stellato aquilano, William Zonfa, ambasciatore dello zafferano nel mondo e sponsor del pastificio Rustichella d'Abruzzo. Un'altra tappa del tour...

L’AQUILA. Parte oggi la trasferta iberica dello chef stellato aquilano, William Zonfa, ambasciatore dello zafferano nel mondo e sponsor del pastificio Rustichella d'Abruzzo. Un'altra tappa del tour internazionale dello chef partito da oltre due anni. Zonfa sarà impegnato nelle prossime settimane con due colleghi in Spagna e in Portogallo. Il primo evento dedicato alla pasta, interpretata e calata nella cultura gastronomica catalana, è previsto a Barcellona lunedì uno tra gli chef più noto del momento, Albert Ventura, nel suo celebre ristorante Coure, ospiterà una serata a cui sarà presente il jet set della città, tutto a base di pasta. «Giornalisti e operatori di settore sono impazienti di provare il menu fusion che teniamo rigorosamente segreto», spiega Zonfa, «in questi giorni ci siamo accordati per stupire i commensali». Stesso copione ma in chiave lusitana a Porto, nel ristorante Antiquum della stella Michelin, Vitor Matos. Lo chef aquilano ha già ospitato Matos nel luglio 2015 al ristorante Magione Papale durante il Primograno tour organizzato da Rustichella d'Abruzzo, complimentandosi col collega portoghese per la tecnica e la maestria nel realizzare il suo piatto. In questi giorni sarà Matos a ospitare Zonfa nel suo nuovissimo ristorante per deliziare gli ospiti con piatti nati dal connubio dell'alta gastronomia portoghese e abruzzese. Tema della serata: “L'Abruzzo e i sui prodotti incontrano il Portogallo: due stelle sotto il cielo di Porto”. Baccalà, pasta e zafferano sicuramente tra gli ingredienti principali. Per la serata allo chef aquilano è stato dato il compito di preparare l'antipasto e due piatti, mentre Vitor si occuperà di altri due piatti e del dolce. «Per entrambe gli eventi», conclude Zonfa, «c'è molta attesa. Cercherò anche stavolta di portare un po' d'Abruzzo fuori Italia». (m.c.)
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