I precari a casa da tre mesi protestano in municipio

La denuncia dei sindacati: «Disagi negli uffici e la situazione sta peggiorando» La replica del Comune: «Rispetto delle regole, risolveremo i problemi»
SULMONA. Sono già otto i lavoratori che sono a casa da tre mesi e che si aggiungono ai quattro licenziati di fine anno. Resta lo stallo in Comune per gli appalti dei servizi pubblici alle cooperative esterne, con gli uffici che hanno deciso di mettere un freno alle proroghe. Anche per questo, ieri mattina, i lavoratori precari del Comune sono tornati a protestare a Palazzo San Francesco. Diversi i cartelli per denunciare quanto sta accadendo.
Per il pagamento delle tasse, in particolare, ci si può presentare in Comune due giorni a settimana: il lunedì (dalle 10 alle 12 e dalle 15.45 alle 17.15) e il venerdì (dalle 10 alle 12). Per l’Ufficio sisma gli ordini professionali di ingegneri e architetti, invece, denunciano da mesi lo stallo di pratiche e documenti, con notevoli ripercussioni sulla ricostruzione e sull’edilizia. Lo sanno bene i precari del Comune, da 20 anni alle prese con contratti di collaborazione e precariato. Come hanno scritto sui numerosi cartelli che ieri hanno raccontato la loro protesta pacifica all’ingresso di palazzo San Francesco.
«Qui non ci si rende conto che i lavoratori esterni svolgono servizi pubblici per conto del Comune», ricordano Anthony Pasqualone e Francesco Marrelli della Fp Cgil, con Nicola Cieri della Uil Pa, «la nostra paura è che la cosa continui a peggiorare».
Proprio per provare a sbloccare la situazione, i sindacati hanno intercettato lungo i corridoi l’assessore Mario Sinibaldi, che ha passato la palla al sindaco. Annamaria Casini ha provato a placare gli animi. «Le cose vanno fatte con criterio», afferma «le gare per la guardiania e i servizi informatici sono state pubblicate; per tributi, farmacia e servizi sociali il bando è pronto. Il nostro intento è quello di risolvere i problemi».
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