I presidi: «Siamo pronti per controlli agli ingressi»

Verifiche dei certificati con tablet e telefoni cellulari a Da Vinci-Colecchi e Bafile Dispositivo elettronico anche al Carducci: ancora da chiarire aspetti sulla privacy
L’AQUILA. Entra in vigore da oggi l’obbligo del Green pass per il personale scolastico. Dirigenti, dipendenti Ata, collaboratori e docenti degli istituti di ogni ordine e grado dovranno esibire, per entrare a scuola, la certificazione verde che si ottiene facendo uno dei vaccini anti-Covid o dimostrando di essersi sottoposti, nelle ultime 48 ore, a un tampone (antigenico o molecolare) con esito negativo. In caso di mancato possesso del pass, scatteranno, dopo quattro giorni, l’assenza ingiustificata e, dopo 5 giorni, le sanzioni: un’ammenda da 400 a 1.000 euro e la sospensione dal lavoro senza stipendio. La misura non si applicherà, invece, agli studenti.
I CONTROLLI. Fino al 13 settembre, i controlli avverranno tramite l’uso di un’applicazione che leggerà i QR code abbinati alla certificazione verde che ogni dipendente dovrà mostrare all’ingresso, in formato digitale o cartaceo, a dei “verificatori”, individuati dai dirigenti scolastici all’interno del personale della scuola. A partire dal 13 settembre, data di inizio delle lezioni, dovrebbe prendere il via una procedura automatizzata centralizzata, alla quale stanno lavorando i ministeri della Salute e dell’Istruzione, che servirà ad accelerare i tempi. «Con il nuovo sistema, da un unico dispositivo, collegato con le banche dati del ministero della Salute, sapremo, in tempo reale, chi è in possesso del Green pass e chi no», spiega Agata Nonnati, dirigente scolastica dell’istituto comprensivo primario Carducci, «per questioni legate alla privacy, non potremo sapere però se chi ha il Green pass lo avrà ottenuto tramite vaccino o tampone». «Non abbiamo i dati su chi si è vaccinato e chi no, ma dal ministero ci hanno assicurato che la percentuale del personale che non si è vaccinato è molto bassa», afferma Elisabetta Di Stefano, dirigente dell’istituto Da Vinci-Colecchi, «per questi primi giorni, faremo i controlli con dei tablet che abbiamo sistemato all’ingresso. Considerando che fino al 13 settembre il personale effettivamente presente a scuola non sarà numeroso, non credo che avremo particolari problemi». «Vedremo come funzionerà il nuovo sistema, per ora navighiamo un po’ a vista», osserva Sabina Adacher, dirigente scolastica dell’istituto Bafile: «Rimangono ancora da chiarire alcuni particolari relativi alla privacy. Per questi primi giorni per i controlli utilizzeremo degli smartphone di servizio acquistati durante il lockdown».
ALTRE REGOLE. L’obbligo del Green pass è la principale novità contenuta nei protocolli di sicurezza emanati dal ministero, che, per il resto, prevedono le stesse regole dello scorso anno: distanziamento (di almeno un metro tra gli studenti e di due tra studenti e insegnanti), mascherina obbligatoria dai 6 anni in su, sanificazioni, aerazione dei locali, divieto di assembramento all’interno delle aule e nei corridoi, oltre che negli orari di ingresso e uscita. Se uno studente o un insegnante dovesse risultare positivo, scatterà la quarantena per la classe: sette giorni per i vaccinati, dieci per i non vaccinati. In quel caso si continuerà a fare didattica, ma a distanza. «Dall’anno scorso non è cambiato praticamente nulla, siamo preparati» osserva Di Stefano, «per ridurre al minimo il rischio assembramenti, abbiamo previsto orari scaglionati di uscita al termine delle lezioni. Non la mattina, perché molti nostri studenti sono pendolari e farli entrare più tardi avrebbe significato creare loro dei disagi per tornare a casa. Abbiamo chiesto inoltre alla Provincia l’ampliamento di alcune aule del nostro Musp per disporre di spazi più ampi». Il Bafile, invece, ha confermato orari scaglionati anche all’ingresso, come lo scorso anno: «In più abbiamo ottenuto il permesso di usare altre cinque aule del Colecchi, in aggiunta alle sei che ci erano state date già l’anno scorso», spiega la dirigente Sabina Adacher.
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