I pub lanciano accuse al Comune «Dalla Perdonanza nessun aiuto»

11 Agosto 2018

A protestare soprattutto i proprietari dei locali della movida in via Garibaldi: «Qui zero eventi» Il disagio tra gli operatori è diffuso e c’è chi descrive il 2018 come «l’anno peggiore dal terremoto»

L’AQUILA. «L’estate che cerchi non è lontana», cantano J-Ax e Fedez in uno dei tormentoni dell’anno. Chi, finora, ha cercato la bella stagione senza trovarla sono sicuramente i commercianti del centro storico dell’Aquila, in particolare i proprietari di bar, pub e ristoranti. Tra condizioni meteo inclementi, ordinanze equivoche e autorizzazioni tardive, in un quadro generale – quello di un centro ancora in larga parte cantierizzato e puntellato – di certo non tra i più facili, gli esercenti stanno vivendo, per loro stessa ammissione, una delle annate più difficili da quando c’è stato il terremoto. Un nuovo motivo di malcontento è la mancata organizzazione, da parte del Comune, di un cartellone di spettacoli “diffusi” nel periodo della Perdonanza, un programma di appuntamenti più “piccoli” da affiancare ai grandi eventi che vedranno esibirsi superstar come Riccardo Cocciante e Francesco De Gregori. A lamentarsi sono soprattutto i proprietari delle attività di via Garibaldi, piazza Regina Margherita e piazza Chiarino – diventati ormai i cuori pulsanti della vita notturna – ma il disagio è diffuso un po’ ovunque.
«PERDONANZA, NIENTE BANDI. «La gente», dicono i commercianti, «fa già fatica a trovare stimoli per andare in centro, tra i problemi dovuti alla presenza dei cantieri e la carenza di parcheggi. Se a tutto questo si aggiunge anche la pochezza di eventi e di attività sociali e culturali attrattive, il rischio è quello di una débâcle. A farsi portavoce di questo malessere è Daniele Stratta, titolare, insieme al fratello Davide, di due noti locali situati nella zona di via Garibaldi e piazza Chiarino, il cuore della movida. «È vergognoso», afferma, «che, per la Perdonanza, non siano stati fatti né bandi né manifestazioni di interesse rivolte alle associazioni per l’organizzazione di concerti e spettacoli. Negli anni passati, oltre agli eventi principali, il Comune aveva sempre previsto una programmazione di questo tipo, assicurando un contributo economico, seppur minimo, che andava a coprire anche le spese per palchi e service. Quest’anno, invece, a dieci giorni dall’inizio della settimana della Perdonanza, non è stato fatto ancora nulla. Stanno cercando di allestire qualcosa per il fine settimana del Festival Jazz (in programma dal 30 agosto al 2 settembre), ma non è sicuro che ci riusciranno. In assenza del Comune, ci siamo dovuti muovere per conto nostro, organizzando a nostre spese piccoli concerti. Almeno per questo, siamo riusciti ad avere l’autorizzazione. Voglio ricordare che solo nella nostra zona hanno riaperto 16 attività, che danno lavoro a circa 50 persone e che generano, ogni anno, un fatturato complessivo di un milione e mezzo di euro. Credo che l’amministrazione abbia grandi responsabilità, politiche e morali, nei confronti sia degli imprenditori che dei cittadini».
«PEGGIOR ANNATA DAL SISMA».
«Certo, un piccolo supporto da parte del Comune ci avrebbe fatto comodo», dice Andrea Melfa, proprietario di un locale situato sempre in via Garibaldi, finito anche nelle guide dei migliori cocktail bar italiani. «Quest’anno, tra lavori per i sottoservizi e il maltempo, abbiamo avuto parecchi problemi. La pioggia e il freddo hanno spostato almeno di un mese l’inizio della stagione estiva. Un vero movimento si è cominciato a vedere davvero solo da due settimane, da quando ci hanno dato il permesso per mettere fuori i tavolini. La settimana della Perdonanza, per noi, valeva come un intero mese di lavoro», aggiunge. «Stiamo cercando di metterci d’accordo tra noi imprenditori per organizzare delle serate, per quel che ci consentiranno di fare i nostri spazi, ma è chiaro che se dobbiamo pagare tutto di tasca nostra non ci conviene, perché quello che guadagneremmo in più se ne andrebbe per ripagare le spese. Siamo davvero molto indietro: se non recuperiamo bene e in fretta, questo rischia di essere l’anno più negativo da quando abbiamo riaperto i nostri locali in centro».
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