I quattro tribunali vanno a Roma Al Ministero l’incontro-salvezza

Le delegazioni di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto vogliono strappare proroga e personale Ma l’obiettivo è la riforma definitiva per evitare la chiusura delle strutture giudiziarie non provinciali
AVEZZANO. Un incontro a Roma al ministero della Giustizia per avviare l’iter che porterà alla salvezza del tribunale di Avezzano e degli altri tre tribunali abruzzesi a rischio. Il summit vedrà la partecipazione dei quattro presidenti degli ordini forensi di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto, dei sindaci delle quattro città, dei rappresentanti politici regionali e dei parlamentari abruzzesi. Al centro dell’incontro, previsto per giovedì prossimo, ci sarà anche la questione delle piante organiche, fondamentali per il funzionamento dei tribunali. In particolare, sarà discussa la pesante carenza di funzionari e personale amministrativo ad Avezzano, dove si parla di una scopertura del 64 per cento che ha portato nei giorni scorsi alle chiusura al pubblico del palazzo di giustizia. Il front office di Avezzano è infatti chiuso tutti i giovedì per un provvedimento che ha dovuto necessariamente adottare la presidente Zaira Secchi. Il tribunale di Avezzano, il più grande dei quattro, è tra i più efficienti d’Italia e ha fatto registrare numeri che lo annoverano tra quelli di media-alta grandezza a livello nazionale. «La carenza di personale», sottolinea il presidente dell’Ordine degli avvocati di Avezzano Franco Colucci, «potrebbe però a lungo andare compromettere le brillanti performance portate avanti fino a oggi. Quindi quello che chiederemo al ministro, oltre ovviamente a soluzioni che impediscano la chiusura, sarà l’assegnazione di personale».
LA POLITICA
Stavolta, a differenza della precedente legislatura caratterizzata da un governo tecnico, l’Abruzzo punta a fare leva sulla politica e quindi sulle forze che compongono il Parlamento, in particolare quelle di centrodestra. Il presidente della Regione Marco Marsilio (FdI) è stato tra i principali promotori di iniziative per la salvaguardia dei quattro tribunali non provinciali, facendo anche da tramite nella passata legislatura con il ministero per procurare degli incontri e trovare soluzioni praticabili. Negli ultimi mesi ha confermato il suo sostegno per portare avanti la battaglia, ma stavolta si spera di riuscire a raggiungere l’obiettivo mancato in passato. I referenti politici abruzzesi hanno dato la propria disponibilità a fare da interlocutori con Roma e per l’eventuale approvazione in Parlamento dei provvedimenti a salvaguardia delle strutture giudiziarie.
IL VERTICE
Dopodomani, lunedì 12 dicembre, è previsto un incontro preliminare con i quattro sindaci e i rappresentanti degli ordini forensi per fare il punto della situazione in vista del vertice con il viceministro della Giustizia Paolo Sisto, che 10 giorni fa ha già ricevuto il sindaco di Avezzano Gianni Di Pangrazio, e forse anche il ministro Carlo Nordio. All’incontro è stata chiesta anche la partecipazione dei sottosegretari alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove e Andrea Ostellari. «Chiediamo che venga definita non solo una bozza di proroga alla chiusura», sottolinea Di Pangrazio, «ma anche lo sblocco delle piante organiche, obiettivo fondamentale. Tutte le parti di ogni colore politico si stanno impegnando, oltre ai sindaci e ai presidenti degli Ordini: è un vero gioco di squadra». Stanno lavorando all’obiettivo, tra gli altri parlamentari, Etelwardo Sigismondi (FdI) e Nazario Pagano (FI), oltre a quelli di opposizione, tra cui il marsicano Michele Fina (Pd).
LA LEGGE
L’obiettivo è quello di riformare la legge del 2012 che ha portato alla modifica della geografia giudiziaria nazionale. Una norma incentrata sul principio di spending review e che oggi, secondo il parere degli esperti e secondo gli ordini professionali abruzzesi, non è più adeguata all’attuale situazione. Una nuova legge salva-tribunali, presentata già precedentemente dalla Regione Abruzzo, ma mai approvata in Parlamento, dovrebbe essere riproposta. Prevede che la Regione si accolli le spese di gestione dei tribunali. Ma si parla anche di una possibile proroga. Anche questa soluzione sembra non dispiacere al comitato per la difesa dei quattro tribunali. Permetterebbe, infatti, di guadagnare tempo in attesa dell’approvazione di una legge definitiva.
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