I residenti: «Eventi contro il regolamento»

17 Agosto 2022

Il comitato “Per il centro storico” diffida il Comune: manifestazioni in piazza Chiarino da annullare

L’AQUILA. Gli spettacoli musicali organizzati a piazza Chiarino per tre giorni a partire da oggi, che dureranno fino all’una di notte, non sono conformi a quanto previsto dal regolamento comunale di polizia urbana: è quanto sostiene l’associazione Cittadini per il centro storico, che al riguardo ha inviato una diffida affinché non venga svolta la manifestazione.
«Si tratta di iniziativa che pone seri problemi di rispetto del regolamento comunale per tre motivi», spiega la presidente del comitato, Claudia Aloisio, «si prevede che gli spettacoli finiranno all’una, mentre l’articolo 21 comma 2 del regolamento prescrive che gli intrattenimenti musicali debbano cessare a mezzanotte. Il comma 2 bis dello stesso regolamento stabilisce che l’uso degli spazi pubblici vicino alle abitazioni per spettacoli musicali sia limitato a manifestazioni di livello “nazionale”, categoria nella quale non rientrano di certo “Aspettando la Perdonanza”. Inoltre lo stesso comma prevede che debba essere assicurata la rotazione tra i siti idonei della città, criterio che è sistematicamente disatteso per piazza Chiarino: solo nel giugno dello scorso anno», ricorda la presidente, «dopo il lockdown, tra piazza Chiarino e Santa Maria Paganica sono state organizzate ben 22 serate musicali».
L’associazione, con una pec inviata a comando della municipale e dirigente Suap, ha chiesto formali spiegazioni al Comune sulle autorizzazioni rilasciate: «Siamo in attesa di leggere gli atti per valutare le iniziative, anche legali, da assumere in proposito», aggiunge Aloisio, «d’ora innanzi pretenderemo dall’amministrazione il rigoroso rispetto del regolamento comunale, e non tollereremo più che si svolgano manifestazioni musicali in centro storico se non nel pieno rispetto dei criteri previsti dal regolamento comunale».
Secondo il comitato l’iniziativa non potrebbe essere stata autorizzata dagli uffici comunali, «se non in violazione della disciplina regolamentare che hanno la funzione di applicare», si legge nella diffida, «circostanza che ci fa pensare che non sia stato rilasciato alcun atto di assenso per lo svolgimento. Chiedo di assumere i provvedimenti affinché non si svolga. Nell’ipotesi in cui sia stata per errore autorizzata, invito formalmente a procedere all’annullamento in autotutela dell’atto di assenso».