I residenti: Paganica dimenticata
Protesta dei cittadini: ricostruzione a rilento e case depredate
L’AQUILA. Un gruppo di abitanti di Paganica vuole segnalare «l’abbandono più totale della nostra frazione».
«Abbiamo, per nostra sfortuna», si legge nella loro lettera, «la prima casa in zona rossa e molti altri sono nelle nostre condizioni. Abitazioni, più o meno danneggiate, e anche in buone condizioni, ma tutte sepolte nell’erbaccia, tra gli odori di muri umidi e ammuffiti, abitazioni fatte con i sacrifici e per le quali si sta ancora pagando il mutuo. A questo si aggiunge poi la rabbia quando, passando nei pressi, ti accorgi che il portone è aperto o meglio spaccato a spallate perché i ladri hanno appena finito di smerciare il rame delle canale e quindi ora passano al setaccio gli interni, cassetti, armadi e tutto con la massima tranquillità tanto non c’è nessuno che vigila, non c’è mai stato nessuno a Paganica, dall’inizio. Mai un militare. Ogni tanto qualche pattuglia ma i ladri sono più furbi!».
«Intanto passano gli anni», è scritto ancora nella nota. «L’Aquila oramai è un cantiere, ok, ci può anche stare... ma le frazioni zero. L’appello è rivolto al sindaco e a tutti i suoi amici e alla “grande idea” di selezionare i cinque paesi più danneggiati».
«Paganica è ignorata del tutto», continua la lettera. «Evidentemente, non sta al centro delle scelte politiche».
A questo punto i residenti auspicano una maggiore attenzione da parte delle forze politiche per la loro frazione considerando che è una delle più popolose e piena di attività economiche.
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