I rifiuti pericolosi trovati al nucleo provenivano dal Lazio

9 Febbraio 2015

Scoperto un sistema illecito dietro lo smaltimento illegale Finanza e Forestale sono risaliti a un carico da Pomezia

AVEZZANO. Un sistema per smaltire rifiuti spendendo un decimo di quanto servirebbe con l'iter regolare. Ci sarebbe questo dietro il traffico di rifiuti nella Marsica scoperto dalla Guardia di finanza e dalla Forestale e che nelle ultime settimane sta suscitando allarme sociale e del mondo politico.

Le Fiamme gialle, infatti, sono riuscite a individuare la provenienza della partita di materiale arrivata ad Avezzano la notte del 13 gennaio a bordo di due tir. Si tratta di un deposito di Pomezia, in provincia di Roma.

Secondo una ipotesi investigativa, i camion sequestrati erano il primo di tanti altri carichi che sarebbero arrivati ad Avezzano e nel Fucino. Il meccanismo, secondo gli investigatori, è semplice quanto efficace. Vengono presi di mira grossi capannoni industriali abbandonati e magari messi all'asta. Vengono riempiti di rifiuti speciali senza necessità di smaltirli. Si incassano i soldi per il costoso smaltimento, ma poi vengono semplicemente scaricati a spese zero. Pagando solo il trasporto. Poi chi si aggiudica il capannone all'asta si ritrova con la sorpresa all'interno.

Il sequestro della Forestale, che ha scoperto un altro capannone nella zona agricola di Luco, dimostra l'attendibilità di queste ipotesi. Infatti la struttura era già stata riempita, a differenza di quella di Avezzano, e tracimava di sostanze di ogni genere. La stessa fine, probabilmente, avrebbe fatto l'immobile scoperto dalla Guardia di finanza nel nucleo industriale.

Le indagini, coordinate dal pm Vincenzo Barbieri, hanno accertato che si trattava di rifiuti pericolosi, scarti ospedalieri, materiale industriale e materiale biologico contenente microrganismi vitali. Un vero e proprio rischio per la salute, secondo gli esperti e i tecnici che hanno eseguito un sopralluogo.

Sono stati svolti accertamenti da parte dei vigili del fuoco di Avezzano. Sono in corso approfondimenti da parte di biologi e degli esperti dell'Agenzia regionale per la tutela dell'ambiente (Arta) che nei prossimi giorni dovranno stilare un documento con le analisi chimiche dei cumuli ritrovati nella struttura industriale. Da una prima valutazione, il materiale stoccato in grandi balle che poi si sono disfatte, per un totale di circa 1.700 tonnellate, potrebbe provenire da attività industriali delle regioni meridionali. Prima di arrivare nella Marsica la tappa a Pomezia.

Pietro Guida

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