I sessant’anni della Corale di Tornimparte

L’AQUILA. Il gruppo Corale di Tornimparte compie 60 anni ed è stato diretto fin dall'origine da Mario Santucci. La sua attività può essere così descritta: numerosi concerti in Abruzzo, in Italia e...
L’AQUILA. Il gruppo Corale di Tornimparte compie 60 anni ed è stato diretto fin dall'origine da Mario Santucci. La sua attività può essere così descritta: numerosi concerti in Abruzzo, in Italia e in Europa; un vasto impegno nel campo della ricerca etnomusicale che ha portato il Coro a riscoprire un ricco patrimonio di canti di tradizione orale; registrazioni radiofoniche e televisive nonché numerose pubblicazioni discografiche; un continuo arricchimento del proprio repertorio stimolando poeti e musicisti a comporre nuovi canti anche attraverso l’organizzazione a Tornimparte di varie manifestazioni tra le quali va ricordato il festival regionale “Nuovi canti per l'Abruzzo”; un impegno anche nella ricerca ed esecuzione di antichi e nuovi canti sacro-liturgici; la collaborazione assidua con le istituzioni della Coralità regionale e nazionale.
In più, con la collaborazione del Gruppo Teatrale di Tornimparte, ha posto in opera dei musical originalissimi e in particolare: Racconto popolare della passione; Tutta de verde me voje vestì; Canteremo la Santa allegrezza; L’avventura di un povero cristiano. «Ovviamente», si legge in una nota della Corale, «durante questi 60 anni il Coro si è qualificato come un forte elemento di promozione sociale e culturale soprattutto nelle epoche recenti durante le quali le disperse comunità della montagna si sono, purtroppo, rinchiuse in un accentrato individualismo disperdendo tutti quei tratti di relazioni comunitarie che, storicamente, si erano qualificate come forza essenziale del vivere nelle aree montane. I 60 anni del Coro, pertanto, rappresentano oltre a una legittima soddisfazione per quanto realizzato – e per questo vanno ringraziati i tantissimi coriste e coristi che vi hanno via via partecipato e, nel contempo, ricordati affettuosamente coloro che non ci sono più – e anche un solido riferimento per costruire ancora una storia (corale, comunitaria e civile) che merita di essere continuata».

