I sindacati: senza ricoveri cliniche in affanno
AVEZZANO. Lo stop ai ricoveri programmati e alle attività ambulatoriali ha costretto le cliniche marsicane a far ricorso alla cassa integrazione. La clinica L’Immacolata di Celano e la casa di cura...
AVEZZANO. Lo stop ai ricoveri programmati e alle attività ambulatoriali ha costretto le cliniche marsicane a far ricorso alla cassa integrazione. La clinica L’Immacolata di Celano e la casa di cura Di Lorenzo di Avezzano hanno attivato gli ammortizzatori sociali per far fronte all’emergenza coronavirus.
Gli accordi sono stati siglati tra le organizzazioni sindacali e le aziende attraverso assemblee virtuali e andranno avanti per nove settimane. Non è escluso che sia per i 110 dipendenti della clinica celanese sia per i circa 100 della Di Lorenzo gli ammortizzatori potrebbero essere sospesi.
«Questa situazione si è verificata in seguito a un’ordinanza del presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, «che ha cancellato i ricoveri programmati e previsto la chiusura delle attività ambulatoriali non urgenti. Cosa che ha comportato una drastica riduzione delle attività nella struttura che a oggi vede ricoverati pochissimi pazienti», ha commentato il responsabile Cisl-Fp territoriale, Giuseppe Capoccitti. «Oltre all’Immacolata di Celano e alla casa di cura Di Lorenzo, anche altre strutture marsicane, probabilmente a stretto giro di posta, richiederanno l’erogazione del fondo di integrazione salariale (Fis) per una durata che al momento è prevista in nove settimane».
Capoccitti ha ricordato che «è un momento problematico per tutti gli italiani, il coronavirus ha fatto improvvisamente scoprire tutte le criticità che vive la sanità italiana, a cominciare dai pochi posti disponibili in terapia intensiva, e che medici, infermieri e operatori socio-sanitari, sono costretti a lavorare in condizioni di grande difficoltà, senza neppure i dispositivi di protezione individuali». (e.b.)
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