I sindaci: i progetti ci sono ma mancano i soldi

30 Gennaio 2017

De Crescentiis: vanno previsti fondi strutturali annuali per l’adeguamento sismico La Casini: bisogna snellire e rendere applicabili le normative, stop alla burocrazia

SULMONA. «Va bene Casa Italia che è una cosa importante e rappresenta un deciso passo avanti per contrastare adeguatamente il terremoto. Ma nel nostro territorio ci vuole qualcosa di più specifico con cui si possa iniziare da subito, un progetto rivoluzionario di prevenzione sismica mirato a rendere palazzi pubblici, scuole, abitazioni, monumenti case private e luoghi di lavoro più sicuri». È il sindaco di Pratola Peligna, Antonio De Crescentiis, che si fa portavoce di tutti i sindaci del Centro Abruzzo chiedendo che dalle parole si passi ai fatti. «I convegni sono utili per capire meglio i problemi, le cause e studiare il modo come affrontarli», afferma De Crescentiis, «ma se non ci sono i soldi per preparare i progetti e per metterli in campo, non si va da nessuna parte. Il primo passo che il Governo dovrebbe fare per poter avviare un programma serio di adeguamento sismico dei paesi del Centro Abruzzo è quello di mettere a disposizione dei Comuni a rischio terremoto, di fondi strutturali annuali. Troppo facile, come è stato fatto nell’ultima relazione della commissione Grandi Rischi, gettare la croce sulle spalle dei sindaci che sono l’anello più debole della catena se poi, ai sindaci, non viene data la possibilità di poter intervenire perché non ci sono i soldi. E quelle poche risorse economiche che ci sono non si possono spendere perché le procedure per le gare d’appalto e l’apertura dei cantieri sono troppo lunghe e ferraginose».

Dopo aver inviato un documento condiviso a premier, al presidente della Repubblica, alla Protezione civile nazionale, ai Ministeri, nonché ai vertici di Regione e Prefettura, i sindaci del territorio sono pronti ad andare fino in fondo. E se non ci saranno risposte adeguate metteranno in campo azioni anche eclatanti. Nel documento già inviato tra le richieste figurano: l’implementazione del progetto-laboratorio Sulmona-Valle Peligna, teso ad attuare in maniera coordinata nel centro Abruzzo azioni mirate per la prevenzione del rischio sismico e messa in sicurezza del territorio.

La nomina di una task force inter-specialistica che effettui immediatamente verifiche strutturali presso gli edifici pubblici comunali e rediga una dettagliata certificazione; la fornitura di attrezzature di Protezione civile e mezzi per fronteggiare le emergenze, nonché Map e Musp; agevolazioni nelle procedure di gara per la realizzazione di opere pubbliche di adeguamento e miglioramento sismico; fondi straordinari ai Comuni per adeguamento degli edifici pubblici, messa in sicurezza del territorio, adeguamento delle infrastrutture; sostegni e garanzie regionali statali a favore dei privati che per l’adeguamento dell’immobile devono accedere ad un mutuo bancario.

«Riteniamo sia necessario che gli organi istituzionali sovracomunali quali governo, prefettura, Protezione civile nazionale, Regione», sottolinea il primo cittadino di Sulmona, Annamaria Casini, capofila del movimento dei sindaci, «si assumano le loro responsabilità e forniscano i dovuti supporti, in termini di risorse umane, di mezzi e attrezzature adeguati, di risorse finanziarie adeguate, di normative snelle e immediatamente applicabili, ai sindaci».

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