I sindaci invocano l’esercito e il commissariamento Asl

14 Novembre 2020

Inoltrata la richiesta di una struttura da campo gestita da personale militare Scontro tra la direttrice sanitaria e alcuni amministratori del comprensorio

AVEZZANO. Sistema sanitario al collasso: i sindaci marsicani confidano nell’esercito per superare la drammatica emergenza Covid che sta mettendo il territorio in ginocchio e puntano il dito contro il direttore generale dell’Asl, Roberto Testa che, ancora una volta, ha disertato il faccia a faccia coi rappresentanti del popolo marsicano: 36 su 37 presenti, eccetto quello di Canistro. L’assenza di Testa è stata censurata dai primi cittadini che hanno approvato un documento proposto dal padrone di casa, il sindaco, Gianni Di Pangrazio, con cui «chiedono al presidente della Regione, Marco Marsilio, il commissariamento della Asl per l’assoluta carenza di programmazione nel fronteggiare la seconda ondata pandemica o di altre azioni e necessarie per garantire la salute degli oltre 143 mila utenti della sanità marsicana».
Tutti d’accordo fatta eccezione del sindaco e consigliere regionale, Simone Angelosante (Lega), che ha chiesto un approfondimento su alcuni punti, mentre non hanno partecipato al voto i comuni di Celano, Trasacco e Magliano dei Marsi. Contestualmente i sindaci hanno avallato la richiesta di aiuto inviata da Di Pangrazio al Comando Abruzzo-Molise dell’Esercito – in sintonia col prefetto Cinzia Torraco – dopo un contatto col tenente colonnello, Giuseppe Russo, per avere una struttura da campo con personale sanitario militare per fronteggiare la gravissima situazione della Marsica e dell’ospedale di Avezzano. La richiesta, che è già al vaglio del comando generale di Napoli, punta all’installazione di un ospedale da campo militare adiacente al Santi Filippo e Nicola, con 30 posti letto Covid, 5 posti subintensivi e 20 operatori sanitari militari.
«Spero che le nostre necessità», ha affermato Di Pangrazio, «possano trovare una risposta positiva. Stiamo lavorando per fare tutto ciò che è in nostro potere, confidando pure nel senso di responsabilità dei nostri concittadini nel tenere ogni giorno comportamenti prudenti». I sindaci, quindi, vista l’emergenza sanitaria che, verosimilmente, non troverà risposte esaustive a stretto giro di posta, anche se l’assessore regionale alla sanità, Nicoletta Verì, ha annunciato l’arrivo di nuovo personale, altri posti Covid, e il via libera della Regione per la progettazione del nuovo ospedale, confidano nell’arrivo dell’esercito. Non sono mancate scintille tra la direttrice sanitaria della Asl, Sabrina Cicogna, il rappresentante dei medici di base, Domenico Barbati, il sindacalista Uil, Antonio Ginnetti e il sindaco di Tagliacozzo, Vincenzo Giovagnorio. «Se siamo qui», ha scandito Giovagnorio, «è perché la Asl non ha fatto nulla: subito il commissariamento e l'ispezione ministeriale».
Ma lo scontro con la direttrice non è finito qui. Infatti è stata ripresa da Barbati dopo aver accusato un medico marsicano di non aver prestato le necessarie cure a un paziente Covid che per questo si sarebbe rivolto a lei. «Mi dispiace contraddirla, ma ha offeso tutta una categoria» ha rintuzzato Barbati, «che sta in trincea tutti i giorni. Abbiamo chiesto il potenziamento della medicina generale e ci è stato negato». Il sindacalista della Uil ha evocato il «lockdown totale per evitare il disastro. Facciamo un applauso agli operatori sanitari, 190 contagiati», ha detto, «che, in alcuni casi, si sentono abbandonati, mentre la carenza di personale è impressionante. In questa fase non si può guardare al bilancio, mentre non è stata fatta una programmazione per l’emergenza. Le assunzioni annunciate, se tutto va bene, arrivano a Natale. La sanità provinciale è al collasso, passeremo sicuramente in zona rossa: è utile un lockdown provinciale per decongestionare gli ospedali». A rincarare la dose ci ha pensato il consigliere regionale Giorgio Fedele (M5S): «Regione e Asl stanno dando i numeri, la situazione è sfuggita di mano, ma Testa non è l'unico colpevole del disastro: con lui c’è la direttrice Cicogna corresponsabile delle scelte fatte o non fatte».
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