I sindaci: la De Micheli conosce i nostri problemi

8 Settembre 2017

I primi cittadini delle aree a doppio cratere: urgente l’allineamento delle norme Da Campotosto l’invito a realizzare non solo case ma progetti per i giovani

L’AQUILA. Maggiori poteri ai sindaci nella gestione della ricostruzione, norme sicure e la regolamentazione del doppio cratere, quell’accavallamento di procedure tra la ricostruzione relativa al sisma del 2009 e quella relativa agli ultimi terremoti che hanno interessato quattro regioni del Centro Italia: Abruzzo, Marche, Lazio e Umbria.
Questo hanno chiesto i sindaci dei Comuni dell’Alta Valle dell'Aterno tra i più colpiti dagli eventi sismici dell’ultimo anno al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni in visita a Capitignano e Campotosto mercoledì, proprio nel giorno in cui è stata individuata in Paola De Micheli, la persona che andrà a sostituire Vasco Errani come commissario straordinario post-sisma. Una notizia che i sindaci – a contatto da tre anni con il sottosegretario De Micheli – hanno accolto con soddisfazione. «È una notizia importante e lo dico egoisticamente», commenta il sindaco di Montereale, Massimiliano Giorgi, «perché De Micheli conosce molto bene le nostre problematiche. Penso che finora abbia fatto il meglio per la gestione post-sisma». Giorgi ricorda anche che i sindaci hanno consegnato personalmente al presidente Gentiloni una nota in cui viene chiesto con forza di «allineare il doppio cratere». Il rischio è che vada a rotoli tutto il lavoro amministrativo e finanziario fatto finora. Tanti ad esempio i consorzi formati e i progetti avviati. Giorgi rilancia la necessità di aprire un ufficio per la ricostruzione anche a Montereale.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche il sindaco di Capitignano Maurizio Pelosi e quello di Campotosto Luigi Cannavicci. «Il governo sta ridefinendo l'ultima ordinanza nella direzione dell’allineamento dei due crateri», dice Pelosi, «e sta valutando le ipotesi di dare più responsabilità ai sindaci, che è l’aspetto più importante». I primi cittadini invieranno a breve al presidente del Consiglio dei ministri una serie di indicazioni e consigli chiesti proprio dallo stesso Gentiloni durante la riunione a porte chiuse di mercoledì mattina all’interno della scuola appena inaugurata.
«L’ultima cosa che voglio è ricostruire case vuote», sostiene Cannavicci, «durante la visita a Campotosto ho espresso a Gentiloni l’esigenza di ricostruire case prima di tutto sicure: non voglio ricostruire edifici destinate a restare vuoti, bisogna dare speranza sul futuro. Campotosto ha delle bellezze naturali immense e sono la nostra ricchezza. Puntiamo su questo per poter dare un futuro ai nostri giovani».
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